CALDONAZZO. Cinque laghi, 18 torrette, 20 pattini, 18 assistenti bagnanti, 2 postazioni mobili su gommone ed un coordinatore.

Sono questi i numeri di Spiagge sicure: servizio di vigilanza e salvataggio istituito nel 1990 dalla Comunità Alta Valsugana Bersntol a presidio dei laghi di Caldonazzo, Levico, Piazze, Serraia e, novità 2021, Lases.

A coordinare il servizio per 4 anni sarà nuovamente la società Security srl, attiva dal 2001 sui laghi trentini.

Ma come sta andando l'estate? Quali sono le insidie a cui prestare attenzione?

A tracciare un bilancio del soccorso - dentro e fuori dall'acqua - è Marco Salvo, coordinatore Security per Spiagge sicure.

Salvo, come procede la stagione?

Abbiamo fatto molti interventi a terra di piccola entità: tagli, ferite, abbassamenti di pressione, punture di insetto. Ad oggi non ci sono state grandi problematiche se non mercoledì scorso: il bagnino di Cus 1 ha recuperato una signora di 84 anni in attraversata a nuoto dal Faro alla Darsena con serie difficoltà respiratorie.

L'ha avvistata a una distanza di 200 metri e prontamente riportata a terra, dove siamo intervenuti con l'ossigeno e telo termico in attesa dell'ambulanza.

Per fortuna portava con sé un salvagente, altrimenti, si sarebbe inabissata.

C'è molta affluenza sui laghi?

L'affluenza inizia a caricarsi in questi giorni, prima le spiagge sono state piuttosto scariche, vuoi anche per il tempo che non ha aiutato. Rispetto alle presenze eccezionali dell'anno scorso c'è comunque meno gente. La situazione è più tranquilla, ma credo che passato il Ferragosto si registrerà il pienone.

Come si comportano i bagnanti?

Nell'estate 2020 abbiamo riscontrato molti comportamenti anomali e strani. Quest'anno c'è più serenità, voglia di essere prudenti. Chiaro: bisogna prestare attenzione agli assembramenti, ma in generale la gente è più rispettosa.

Come si sono adeguate le vostre procedure al Covid?

Per gli interventi su pericolante disponiamo di protocolli fissi in conformità alle norme di sicurezza. Tutte le unità dispongono inoltre di un kit Covid con mascherina Ffp2, guanti, telarino e visiera.

Avete nuove attrezzature?

Sì, una nuova bombola di ossigeno da 5 litri sul gommone, che si aggiunge a quelle da 2 litri presenti nelle postazioni esterne. In più tutti i laghi sono presidiati da defibrillatori e zaini medici. I 2 gommoni di Caldonazzo e Levico dispongono di bombole di profondità con gommonauta con brevetto di apnea e sommozzatore.

Quali sono gli interventi tipo di un bagnino?

Riceviamo richieste di informazioni inerenti alla zona, alla profondità del lago, alla temperatura. Poi ci sono gli interventi a terra quali tagli, gestione delle punture, escoriazioni e traumi. Qualche criticità può avvenire con i bambini incustoditi: i genitori pensano che siamo sempre presenti, ma ogni genitore deve essere il primo bagnino di suo figlio.

Esistono spiagge più insidiose di altre?

La più pericolosa è Barche 1 per la profondità della battigia. Tutte le spiagge hanno comunque un certo grado di pericolosità: non esiste una spiaggia "facile". La spiaggia Pescatore, ad esempio, che ha un dislivello leggero, potrebbe sembrare "semplice" ma attira molta gente: si possono raggiungere fino a 800 persone a terra e 400 in acqua, motivo per cui è difficile distinguere chi è in pericolo o meno. Lo stesso vale per Levico, che tocca punte di 1500/2000 persone a terra e 800 in acqua.

Quali sono le insidie del lago?

In primis la temperatura, unita alle acque profonde e non sempre limpide. Quest'anno, ad esempio, le acque di Caldonazzo e Levico sono più fresche del solito: le temperature si attestano attorno ai 24-25 gradi, mentre le estati scorse erano sui 27,5-28 gradi.

Altre criticità possono essere trombe d'aria, fulmini, grandine e il cosiddetto taglio termico differenziale, fenomeno per cui la temperatura del lago scende drasticamente a un metro dal pelo d'acqua.

Ad ogni modo tutti gli ambienti acquatici sono pericolosi: basti pensare che un bambino incustodito dai genitori in 20 centimetri può rischiare la vita.

Quali sono gli ingredienti per coordinare un gruppo di lavoro così esteso?

L'ingrediente fondamentale è quello di avvalersi di un team di esperti: persone che hanno vissuto il lago, fatto formazione, ragazzi giovani con la passione per sport e apnea. È fondamentale fare gruppo e lavorare con impegno e serietà. Un modello che abbiamo portato anche fuori provincia con successo. Chi è passato da Spiagge Sicure è forte di una grande professionalità. E vorrei aggiungere: in apertura di stagione le selezioni sono serrate. Il lago non è per tutti.

Recentemente avete vinto il bando quadriennale. Novità?

La novità è che Security ha acquistato tutti i mezzi: 20 pattini, 2 unità mobili e un piccolo gommone. Nel lago di Lases, inoltre, abbiamo acquistato una postazione per 4 anni. In aggiunta sono attivi un nuovo operatore e un soccorritore avanzato sui laghi esterni impegnato in attività di formazione.

Tornando ai bagnanti, quali sono i consigli degli esperti?

Come prima cosa informarsi riguardo allo specchio d'acqua che si affronta, sia in termini di profondità che per la presenza di eventuali rischi. Bisogna inoltre essere coscienti dei propri limiti e non forzare la nuotata. Muoversi sempre in coppia e con una piccola boa. Bagnarsi prima dell'entrata in acqua e immergersi a 3 ore dai pasti. Ognuno alla fine è il medico di sé stesso: ogni giorno è differente e bisogna ascoltarsi per capire se un determinato sforzo è alla nostra portata.