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I cani da pastore anti lupi e orsi

"spauracchio" per i bikers

su sentieri e strade forestali

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Agli orsi e ai lupi si sta affiancando sulle montagne trentine un altro animale che per potenziale ferocia pare in grado - se non debitamente gestito - di turbare la serenità degli escursionisti che si trovino a camminare o a pedalare in mountain bike su strade forestali o sentieri. A differenza di orsi e lupi, non solo non si tratta di una specie selvatica, ma paradossalmente è una specie la cui introduzione viene addirittura caldeggiata dalla Provincia, proprio per le spiccate qualità di difensore di greggi e bovini al pascolo, dagli assalti dei due grandi carnivori alpini.

La «nuova entrata» nel panorama wild del Trentino è il cane da guardiania di razza Karelian che ha fatto la sua comparsa quest’anno a protezione di alcuni pascoli in val Calamento, nel selvaggio Lagorai.

Ad assaggiarne anche se solo di striscio il temperamento, sono stati nei giorni scorsi Giuliano Speri e Matteo Pedrotti, bikers trentini specializzati in raid di più giorni sulle nostre montagne e fondatori della società sportiva Wild Mtb Trentino.

«Abbiamo trascorso qualche giorno sul Lagorai con le nostre mtb - spiega Speri - e fin dalla prima uscita salendo da Calamento verso Malga Cere e quindi verso Malga Valpiana, ci siamo imbattuti in un cartello mai visto prima in zona, che metteva in guardia dalla presenza sul territorio di “cani da protezione al lavoro?”, con una serie di raccomandazioni a camminatori e bikers su come comportarsi nel caso si fossero incontrati».

I due amici pedalatori nei pressi di Malga Valpiana hanno compreso compiutamente il perché di quell’avviso: «I due cani a protezione di mucche, asini e ovini al pascolo erano stati chiusi dal pastore in un recinto, ma la ferocia con cui ci hanno puntati è stata tale da indurci comunque a fermarci - continua Speri -. Il pastore ci ha quindi sconsigliato di passare di lì.
Se liberi, ci ha detto, questi cani attaccano. Sono stati selezionati per fronteggiare orsi e lupi e non arretrano di fronte a nulla. Se vedono animali o uomini in movimento, poi, possono trasformarsi in feroci predatori».

Girate le loro mtb, il giorno seguente Speri e Pedrotti per non correre rischi hanno pensato bene di cambiare aria, andando a pedalare verso Malga Ezze. «Eppure anche lì, ad un certo punto abbiamo sentito abbaiare dei cani - raccontano i protagonisti -. Erano due ed erano della stessa razza di quelli visti il giorno prima e ci avevano puntati, ma per fortuna erano dall’altra parte della valletta dove stavamo passando. Siamo tornati indietro e nel rientrare siamo stati superati dal pickup di un pastore. Dietro c’erano i due cani in gabbia che evidentemente erano stati recuperati, che alla nostra vista hanno iniziato a mordere la gabbia con una ferocia mai vista».

Finora la presenza in Lagorai di questi forse fin troppo aggressivi guardiani di bestiame non ha creato problemi concreti. «Anche perché - rivela Speri - abbiamo scoperto che a Malga Valpiana i cani li avevamo trovati legati perché prudenzialmente il gestore di Malga Cere aveva avvisato telefonicamente il pastore del nostro possibile arrivo».

A Calamento, tuttavia, altre persone si sono lamentate per gli spaventi presi in questi giorni a causa di questi cani, chiedendo più controllo da parte dei pastori.

 

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