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Chiude l'Aquila d'Oro

nel centro di Caldonazzo:

«Qui si fa poco per il turismo»

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Ha chiuso alla fine del 2019 il ristorante Aquila d’Oro nel cuore di Caldonazzo, rinomato per la sua cucina di pesce. Hanno dovuto chiudere i battenti di uno dei locali storici del paese i proprietari Carlo Londero e la moglie Ida Sola, dopo 17 anni di gestione familiare che ha saputo creare un giro ampio di clientela e ha fatto conoscere la località di Caldonazzo anche a molti buongustai provenienti da fuori provincia. Ma l’andamento non era più sostenibile e la causa di un lento ma progressivo declino registrato dai proprietari negli anni di attività è da imputare al fatto che «Caldonazzo non ha un vero e proprio centro storico. O meglio, c’è, ma non è valorizzato come dovrebbe»: un paese vissuto soltanto dai residenti, ha detto il titolare, che «sembra un altro mondo rispetto al lago d’estate».

Nel 2003 la famiglia Londero aveva investito moltissimo nell’acquisto e nella successiva ristrutturazione dell’intero immobile e questo perché sembrava ci fossero «i presupposti per poter andare in una direzione diversa come sviluppo turistico. Non è stato così e anche quelle piccole cose che c’erano e che ci avevano fatto credere che Caldonazzo avrebbe potuto fare un salto di qualità promuovendo anche il suo bel centro storico, sono andate scomparendo».

Nel 2007, ricorda Londero, ci fu l’elezione di Miss Italia, e durante la stagione estiva un trenino portava i moltissimi turisti che affollano le spiagge del lago ogni anno a visitare le vie del paese che avrebbe ancora oggi da offrire negozietti, bar, piccole attività a gestione familiare e degli ampi spazi verdi per bambini e famiglie. Ora invece «la situazione è cambiata: anche Caldonazzo ha risentito della crisi economica e purtroppo non ci sono state iniziative capaci di fare presa nel tessuto sociale della città». Molti sono infatti i negozi che hanno chiuso nell’ultimo periodo o che stanno per chiudere: un piccolo alimentari e una bottega di abbigliamento. «Restano la storica ferramenta e il negozio di fiori, la sera il paese è vuoto e anche per i giovani non c’è nessuna attività o luogo di ritrovo». Ora il futuro della famiglia Londero è altrove: «Cercheremo un’attività sempre nell’ambito della ristorazione, magari più piccola, ma non a Caldonazzo, dove l’Aquila d’Oro era un avamposto del turismo, purtroppo poco valorizzato, all’interno del centro storico».

In questi 17 anni di esperienza, «insieme ad altri colleghi esercenti avevamo provato a fondare il germe di un comitato turistico locale per valorizzare anche il paese, trovare una formula che potesse adattarsi alle esigenze estive di Caldonazzo e coinvolgere nell’ampio giro del lago anche le attività del centro: ma era una lotta impari perché eravamo pochi a voler cambiare le cose e rendere il paese visitabile e apprezzabile anche da chi viene da fuori».

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