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PIETRAMURATA. Da una parte il trasporto gratuito verso gli ambulatori dei centri vicini per gli anziani e le persone con difficoltà di mobilità, dall’altra il potenziamento dei servizi sanitari e infermieristici disponibili in farmacia. Sono alcune delle ipotesi avanzate per affrontare la situazione di Pietramurata, rimasta senza medico di famiglia dal 24 agosto. Una soluzione che, secondo la consigliera provinciale del Pd Michela Calzà, rischia però di concentrarsi sulle conseguenze della carenza invece che sulla ricerca di una soluzione stabile.
Calzà interviene dopo le proposte avanzate da Forza Italia, che prevedono anche l'utilizzo di un servizio di noleggio con conducente per accompagnare i cittadini verso altri ambulatori. Misure che, secondo la consigliera, possono contribuire a ridurre alcuni dei disagi quotidiani, ma che non possono sostituire la presenza di un medico nel paese.
«Pietramurata non chiede un “taxi-medico”. Chiede il ritorno del medico», è la sintesi della posizione espressa dalla consigliera, che invita a riportare al centro il tema della medicina di prossimità.
Per Calzà, inoltre, le proposte dovrebbero essere accompagnate da indicazioni precise sulla loro concreta realizzabilità. Rivolgendosi alla maggioranza provinciale, la consigliera chiede che eventuali interventi siano verificati con Azienda sanitaria e assessorato provinciale alla Salute, indicando risorse, competenze e tempi necessari per la loro attuazione.
Un ruolo può essere svolto anche dalla farmacia comunale di Pietramurata, che secondo Calzà potrebbe ampliare l'offerta di prestazioni sanitarie e infermieristiche. La farmacia, però, non dovrebbe diventare un sostituto dell'ambulatorio del medico di famiglia. La consigliera evidenzia inoltre il rischio che la prolungata assenza del medico finisca per indebolire anche la funzione della farmacia, dal momento che chi viene indirizzato verso altri centri potrebbe rivolgersi agli esercizi farmaceutici presenti negli stessi territori per acquistare i medicinali prescritti.
La prospettiva indicata da Calzà è quindi quella di una rete territoriale integrata, nella quale farmacia, Azienda pubblica di servizi alla persona, assistenza infermieristica e Casa della comunità possano collaborare. Una rete che, nella sua visione, dovrebbe però avere come punto di riferimento il ritorno di un medico di famiglia a Pietramurata.
Il tema resta quello della continuità dell'assistenza sanitaria nei centri più piccoli, dove l'assenza di un medico di medicina generale può tradursi in maggiori difficoltà soprattutto per anziani e persone con problemi di mobilità. Per la consigliera del Pd, gli interventi alternativi possono rappresentare un supporto nell'attesa, ma la priorità deve rimanere quella di ricostruire un servizio sanitario stabile direttamente sul territorio.


