CAVEDINE. Bottiglie rotte, mozziconi di sigaretta e rifiuti abbandonati nelle aree gioco. È questa la situazione che nelle ultime settimane si è ripetuta nei parchi del comune di Cavedine, spingendo l'amministrazione comunale ad adottare un provvedimento straordinario.

Con un'ordinanza emessa il 24 giugno è stato infatti vietato l'accesso ai parchi gioco e alle aree verdi di Cavedine, Stravino, Brusino e Vigo Cavedine dalle 21 alle 7. Il divieto resterà in vigore per tutto il periodo estivo, fino alla fine di ottobre.

Il sindaco David Angeli spiega che la decisione è maturata dopo un confronto con i carabinieri. «In seguito a questi episodi ci siamo confrontati con i carabinieri e abbiamo trovato questa come unica soluzione. Purtroppo abbiamo degli strumenti limitati, non disponiamo di un corpo di polizia che possa controllare il parco durante la notte e non abbiamo nemmeno le risorse perché qualcuno pulisca ogni mattina». L'obiettivo è consentire alle forze dell'ordine di sanzionare chi verrà trovato all'interno delle aree interessate durante gli orari vietati. Il primo cittadino ammette però che il problema potrebbe semplicemente spostarsi altrove e non esclude, in futuro, l'installazione di sistemi di videosorveglianza.

La scelta dell'amministrazione ha però aperto un acceso dibattito in paese. Una parte della comunità ritiene infatti che il provvedimento finisca per penalizzare soprattutto i cittadini che utilizzano correttamente gli spazi pubblici.

A criticare apertamente l'ordinanza è la consigliera comunale di minoranza Beatrice Pedrotti, secondo la quale la gravità degli episodi di vandalismo non giustifica una limitazione così ampia. «L'introduzione del coprifuoco alle ore 21 priverà i bambini e i loro accompagnatori della possibilità di godere della frescura serale e dei momenti di socializzazione proprio nei mesi più caldi dell'anno, quando i parchi assolvono alla loro naturale funzione aggregativa».

La minoranza propone invece un approccio diverso, chiedendo al Comune di intervenire direttamente nei confronti dei responsabili attraverso sanzioni, il coinvolgimento dei servizi sociali e, nel caso di minori, la convocazione delle famiglie. «Le norme per intervenire ci sono già», sostiene Pedrotti, che auspica la revoca dell'ordinanza e l'adozione di misure più mirate per contrastare il degrado senza limitare l'accesso ai parchi da parte della cittadinanza.