VIGO CAVEDINE. Da Vigo Cavedine a New York, andata e ritorno. Dai grattacieli alle montagne. Cambia lo skyline, non lo spirito. Dopo undici anni Alessandro Comai, 40 anni, hairstylist di fama internazionale, saluta la Grande Mela e torna a respirare l'aria di casa, in Trentino.

«È un cerchio che si chiude, torno alle mie radici, dove tutto è cominciato, perché qui ci sono i miei primi supporter, la mia famiglia e i clienti che mi hanno spronato a partire»». A Trento, domenica primo marzo, inaugurerà «Comai Studio», operativo da martedì (Corso Buonarroti, al civico 19), insieme al fratello Emanuele, 35 anni, anche lui parrucchiere. E non smette di pensare in grande: «In futuro magari ci saranno un "Comai Studio" a Milano e uno a New York. Questo è un nuovo inizio».

Sono lontani gli anni in cui, nel garage di casa, Alessandro Comai, ancora adolescente, tagliava i capelli agli amici. Eppure, la passione, la determinazione e la voglia costante di migliorarsi («la differenza si fa investendo tempo e denaro nella formazione»), sono gli stessi. Quella dedizione che lo ha portato in giro per il mondo in questi anni, tra celebrità della musica - da Sting a Rihanna e i Jonas Brothers, passando per il rapper Ghali - e campioni sportivi, dalle passerelle dell'alta moda ai palcoscenici internazionali in qualità di formatore, per Davines (Parma) e l'americana Wahl.

Nel 2015, quando ha fatto le valigie ed è volato negli Stati Uniti, il 40enne masticava un pessimo inglese. Nessun salvagente. Con sé portava l'esperienza maturata nei migliori saloni milanesi insieme al fratello Emanuele, le collaborazioni con radio e programmi tv (da Radio Deejay a X Factor) e un talento innato, che in America gli è valso un visto 0-1, quello riservato a chi ha abilità straordinarie nel suo ambito.

«A New York ho fatto un lavoro meraviglioso. Ora torno qui, dove ho creato "Comai Studio", insieme ad Emanuele. Abbiamo scelto il capoluogo, voglio restituire ai trentini quello che mi hanno dato, in uno spazio ispirato ai colori della natura, lavorando con aziende locali e prodotti sostenibili».

Gli undici anni a New York che eredità lasciano? «Porto un grande bagaglio, perché ho lavorato con diversi target, in una città multietnica. Tutti parlano dei personaggi famosi, ma le vere celebrities sono i clienti che ogni giorno ti scelgono per il loro look, per essere la migliore versione di se stessi. Ho imparato mode inglesi, americane, francesi. Un mix che poi ho usato per costruire il mio stile. Ora voglio dare ai trentini uno spazio sicuro, in cui tutti possano sentirsi apprezzati, accettati e unici».

L'apertura del salone di Trento, insieme al fratello, ha un sapore speciale. Segna il ritorno dei «Comai Brothers», come li chiamavano a Milano, e il coronamento di un desiderio nato oltre vent'anni fa. «Era scritto da quando ero adolescente - racconta Alessandro --. Mi sono detto, parto da qui, poi vado a lavorare a Milano, da dove sono partito per fare esperienze a Londra, in Giappone, in Francia. Poi farò i capelli a New York e tornerò a casa. Quando mio fratello mi ha detto che avrebbe fatto la scuola da parrucchiere (entrambi hanno frequentato l'Istituto di formazione Pertini ndr), ci siamo promessi: apriremo un negozio insieme. Per me è bellissimo ed emozionante lavorare insieme. Abbiamo due stili diversi, ma puntiamo entrambi al dettaglio e alla qualità».

Con New York non sarà un addio. «Non potrò mai chiudere definitivamente quella porta, vivrà nel mio dna. Lì ho tanti clienti da tutto il mondo. E c'è chi ha già prenotato per venire a Trento. È bello che io possa fare i capelli in Italia e che loro possano venire a conoscere il Trentino».

Alessandro Comai, che di strada ne ha fatta parecchia da quando immaginava il futuro nella sua cameretta di Vigo Cavedine, ai ragazzi dice: «Non ascoltate chi cerca di abbattervi. Nessuno vi regala nulla, ma se lo puoi immaginare lo puoi creare. Io da quando ho 13 anni mi sono applicato al cento per cento per diventare quello che sono oggi e sono felicissimo. Perciò sprono tutti i giovani a mettersi in gioco e credere in loro stessi con impegno, dedizione e umiltà».