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VILLA LAGARINA. Il buono «di benvenuto» ai nuovi nati proposto dalla minoranza è stato respinto dalla maggioranza anche per paura che venga speso in alcol. "Futuro in Comune" non ci sta, non fosse altro per il fatto che il «kit» finora offerto dall'amministrazione ai residenti include già una bottiglia di vino. È finita così l'ultima istanza che ha contrapposto i banchi del consiglio di Villa.
L'opposizione aveva presentato una mozione mirata a istituire un regalo a ogni nuovo fiocco: un buono spesa (50 euro) nelle cooperative locali, un messaggio e un cartello d'auguri, senza dimenticare (e qui sta il punto) «l'avvio di una riflessione più ampia sulle politiche comunali per la famiglia, la natalità, l'adozione e il welfare di comunità».
Un'azione istituzionale che avrebbe avuto «costi contenuti», dicono da Futuro in Comune, un «piccolo segnale» per l'appunto, in un tempo minato da nascite in calo, costi della vita e cure familiari sempre più pesanti. «La mozione è stata bocciata. Legittimo. Il confronto politico funziona anche così. Quello che invece lascia seri dubbi è il modo», commenta in una nota la minoranza.
«Tra le motivazioni addotte dalla sindaca, la più significativa è stata il timore che un eventuale buono potesse essere utilizzato per acquistare alcolici. Motivazione ribadita in consiglio comunale. Peccato che, nel consiglio successivo, rispondendo a un nostro question time, l'assessora abbia ammesso che nel kit di benvenuto consegnato dal Comune ai nuovi residenti è già presente una bottiglia di vino, aggiungendo che la procedura verrà ora modificata. Solo dopo una nostra richiesta formale si è preso atto del problema e si è deciso di intervenire», rivendicano i consiglieri di Futuro in Comune.
«Non è una questione di vino. È una questione di coerenza, preparazione e onestà nel confronto. Un'amministrazione dovrebbe valutare le proposte partendo dai fatti, non utilizzarli in modo selettivo per giustificare un rifiuto. Dire "no" è sempre possibile; farlo con argomentazioni fragili, salvo poi correggere la realtà solo quando viene messa nero su bianco, lo è meno».


