AVIO. Nel pomeriggio di lunedì scorso (2 marzo) al fuoco sono bastati pochi minuti per distruggere una stalla, uccidere, bruciandoli, trecento bovini e condannarne al macello altre duecento. Una devastazione che ha colpito l'azienda e anche la famiglia Rigatti padrona della stalla Monte Stivo di Sabbionara d'Avio.

«Abbiamo perduto in poche ore il lavoro di una vita» era stato il commento di Elia Rigatti il giorno dopo l'incendio. Ma dalle ceneri del disastroso rogo è nato anche qualcosa di bello: un senso di comunità che è diventato aiuto concreto nel momento del bisogno. Un senso di comunità e di vicinanza rappresentato dalla decine e decine di persone che hanno messo a disposizione della famiglia il loro tempo, le loro capacità, il loro cuore.

E quindi dopo la disperazione è arrivato il momento del "grazie" che Elia a Stefano Rigatti a nome di tutta la famiglia vogliono rivolgere a chi è stato, ed è, loro vicino. «Desideriamo ringraziare di cuore - scrivono - tutte le persone che, nella tragedia che ci ha travolti, hanno dedicato il loro tempo e le loro risorse per aiutarci in questo momento di grande sconforto. Ringraziamo tutti i vigili del fuoco che in prima linea hanno gestito l'incendio, i veterinari dell'Asuit, la polizia locale, le autorità competenti della Provincia Autonoma di Trento, il comune di Avio, gli allevatori, la Federazione Provinciale Allevatori, la Coldiretti di Trento gli allevatori della zona, gli amici, i conoscenti e tutte le persone che ci hanno sostenuti e sono venute dar una mano concreta o hanno portato parole di speranza e conforto, mostrandoci vicinanza.

La solidarietà che abbiamo trovato ci conforta e ci aiuta a guardare avanti. Siamo molto commossi e riconoscenti del calore e l'affetto che abbiamo ricevuto. Non lo dimenticheremo mai. Un grazie di cuore a tutti, nella speranza di non aver tralasciato nessuno».

Con i pompieri in prima linea, in tanti "senza divisa" si sono presentati nella zona della stalla pronti a fare la loro parte, a dare la mano ai colleghi e amici che in quel momento ne avevano bisogno. C'è chi ha lavorato per ore, chi ha portato da mangiare, chi una parola di conforto.

Tutto è servito per alleviare la disperazione della famiglia Rigatti. Un aiuto concreto ma anche un abbraccio che hanno saputo far emergere sentimenti positivi in un momento di grande difficoltà.

Il bilancio parziale delle conseguenze dello spaventoso rogo è di 3 milioni di euro di danni. A iniziare dal numero di animali rimasti uccisi nel rogo - soprattutto tori ma anche diverse manze - destinati alla produzione di carne: la stima, provvisoria, parla di 250-280 capi (su 780 presenti) ai quali se ne devono aggiungere circa 200 già destinati alla macellazione per le conseguenze delle fiamme e del fumo inalato lunedì pomeriggio, dalle 17.30 in poi, durante i terribili momenti vissuti all'interno dell'allevamento lagarino.

E poi ci sono quelli alla struttura, alla stalla dedicata principalmente all'allevamento dei tori. Se l'intervento dei pompieri è stato tempestivo (sul posto, assieme al volontari di Avio e ai permanenti di Trento anche i vigili del fuoco di Ala, Rovereto, Brentonico, Mori, Villa Lagarina e Arco), il vento ha alimentato le fiamme in maniera feroci e determinando danni altissimi in termini di animali persi e deterioramento della struttura.