MORI. Le Aziende di servizi alla persona della Vallagarina hanno messo sul piatto della Provincia progetti di ristrutturazione e ampliamento delle Rsa e dei servizi collegati per oltre 30 milioni di euro. La parte del leone la fanno la demolizione e ricostruzione dell'Opera Romani di Nomi, che da sola vale 23 milioni di euro, e la ristrutturazione della Rsa Cesare Benedetti di Mori, che vale 5,8 milioni di euro per la casa di riposo ma potrebbe arrivare a 9 milioni di euro con la ristrutturazione di Villa Annamaria per ampliare il centro diurno. L'assessora alle politiche sociali Stefania Segnana, che mercoledì scorso era in visita in zona, ha dichiarato che Piazza Dante valuta le possibili forme di sostegno ai progetti di investimento. Ma da fonti a conoscenza del dossier emerge che soldi per questi interventi non ci saranno fino alla fine della legislatura, nell'autunno del 2023. Cioé dopo le elezioni provinciali.

Se ne parlerà col piano per la prossima legislatura provinciale.

La procedura per gli investimenti agevolati dalla Provincia nelle Rsa ha uno specifico iter. Lo ricordano i consiglieri comunali di Mori Cristiano Moiola del Patt e Bruno Bianchi di Mori Dinamica in una mozione appena presentata. Lo scorso ottobre una delibera della giunta provinciale ha approvato gli interventi agevolati su immobili per Rsa sulla base delle domande presentate nel 2019. Le case di riposo di tutto il Trentino avevano presentato 21 domande per un importo totale di oltre 110 milioni di euro di investimenti. Tra esse, c'erano già allora le richieste delle Rsa lagarine, comprese Mori e Nomi.

La giunta guidata da Maurizio Fugatti approvò solo due domande, la nuova Rsa della Vannetti di Rovereto (16,5 milioni di euro) e la nuova struttura della Rsa Cumer di Vallarsa (7,4 milioni di euro), più alcuni interventi di minori dimensioni, per un totale di circa 27 milioni di euro.

Le nuove domande sono state fatte lo scorso autunno e, in base alla tempistica di quelle precedenti, dovrebbero essere approvate nell'autunno dell'anno prossimo. Ma in quel periodo ci saranno le elezioni provinciali.

In ogni caso, come si vede già dal consistente taglio della delibera di ottobre 2021, risorse per questi investimenti non ce ne sono più fino alla fine della legislatura.

L'edificio storico dell'Opera Romani di Nomi ha bisogno di un completo rifacimento per adeguarlo alle nuove politiche di assistenza agli anziani. La Rsa Benedetti di Mori ha bisogno di un'ampia ristrutturazione. Inoltre, ricordano sempre Moiola e Bianchi, l'ampliamento del centro diurno presso Villa Annamaria, che è di proprietà comunale, fa parte delle linee programmatiche 2020-2025 del sindaco Stefano Barozzi. «Vogliamo capire - dice Moiola - se i soldi della Provincia ci sono davvero».