ROVERETO. «Quando mi sono alzata c’era già la guardia forestale, era già stata avvisata, ma la carcassa del cervo sbranato l’ho vista. Certo non è simpatico sapere che i lupi ti girano davanti a casa». S.Z. abita a Noriglio, in una villetta affacciata proprio sulla strada provinciale 2 che porta a Terragnolo e poi a Serrada. La città è solo un paio di chilometri a valle e pure lì, nel recente passato, un lupo ha fatto capolino. Era sera ed era in Santa Maria. Stavolta, invece, il predatore si è mosso con la luce, si è procurato il cibo e l’ha trascinato fino all’uscio di una casetta in località Beccachè. Il canide selvatico, del resto, in zona ha messo ormai radici.

«Ce ne sono tanti che girano da queste parti. - conferma il sindaco di Terrangolo Massimo Zenatti - Tra qui, Noriglio e Trambileno ci sono e si trovano in giro le ossa di caprioli o altri ungulati. Trovarsi la carcassa davanti a casa, però, fa impressione e non lascia tranquilli». Insomma, la presenza dell’animale è ormai assodata da tempo. Ma di solito, come detto, sceglie le ore vespertine per scorrazzare in paese mentre ieri ha messo il muso fuori dalla tana di mattina e ha pure fatto colazione con un cervo davanti al cancello di una villetta. Un episodio simile era stato filmato a dicembre in via Madonna del Monte, lungo la strada per Porte di Trambileno. Anche in quel caso il predatore stava pasteggiando ma, rispetto al caso registrato ieri a Noriglio (comunque a due passi da Rovereto), è stato di notte.

L’avvistamento del lupo nella zona di Noriglio, comunque, come detto non è una novità visto che foto e video che ne attestano la presenza risalgono ancora ad una decina di anni fa. Sbranare un cervo sulla porta di casa, però, è un inedito. Un biennio or sono, a dire il vero, un’invasione domestica c’era stata ed era finita con trecento punti di sutura e un superlavoro del veterinario per salvare un cagnolino.

Aggredito, si badi bene, nel giardino di un’abitazione con tanto di recinto a protezione. Il lupo, però (eravamo a inizio aprile), si è avvicinato alla villetta, sempre nella frazione collinare di Rovereto, e quando il cagnolino si è avvicinato per annusare lo sconosciuto all'uscio il canide selvatico ha allungato la zampa tirando a sé la povera bestiola e, di fatto, squartandola. In quel caso non si parla di un predatore in cerca di cibo ma proprio di uno scontro tra animali. Il cagnetto, per fortuna, è stato salvato dalle grinfie del lupo dal padrone di casa che l'ha subito portato dal veterinario per provare a salvarlo. E c'è riuscito, dopo una lunghissima operazione e con 300 punti di sutura. Che i lupi scorrazzino sul Monteghel, per capirci, non è affatto una novità ma che fossero così «domestici» da infilare le fauci nei giardini privati recintati non si era mai visto. E ieri si è arrivati perfino al pasto sulla soglia anche se a farne le spese non è stato un cane ma un ungulato.

Ma c’è poco da ridere. «Non ho visto il lupo, per fortuna, ma quel che restava del cervo sì. - racconta la signora che abita nella villetta di via Noriglio - Sotto strada, nell’altra casa, c’era la scia di sangue. É la prima volta che succede che il lupo si spinga fino alla strada provinciale. Li avevano avvistati più sopra ma qui rischiano anche di essere investiti». Dai primi esemplari giunti in Trentino dall’Abruzzo, insomma, si è arrivati ad un consolidamento delle famiglie che ormai non sono più solo sui Lessini ma ovunque. E sempre più vicine ai centri abitati.