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MORI. Si è conclusa lo scorso 26 ottobre la terza edizione del Trentino Rally, manifestazione organizzata dalla Scuderia Trentina con il patrocinio del Comune di Mori. L'evento, che ha interessato anche i territori di Brentonico, Ronzo Chienis e Avio, ha chiuso la stagione rallistica provinciale confermandosi un appuntamento di riferimento per gli appassionati di motori del Nord Italia.
Come già nelle edizioni precedenti, però, il rally non ha mancato di dividere l'opinione pubblica e, a pochi giorni dalla sua conclusione, torna il dibattito sul suo impatto ambientale e sulla coerenza con le politiche di sostenibilità promosse dal Comune.
La polemica attorno alla manifestazione non è nuova ma risale alla prima edizione del 2023, quando il rally approdò per la prima volta nel centro di Mori. In quella circostanza l'allora assessora all'ambiente Elena Berti, esponente di Europa Verde nella giunta guidata dal sindaco Stefano Barozzi, si era smarcata dalla decisione di concedere il patrocinio comunale, astenendosi dal voto e dichiarando che «una manifestazione di questo tipo è difficilmente conciliabile con gli impegni presi dal Comune in materia di tutela ambientale e riduzione dell'inquinamento acustico».
Barozzi guidava allora, nel 2023 e nel 2024, una coalizione di centrosinistra, a differenza dell'attuale amministrazione di centrodestra eletta nella primavera 2025 e guidata dal sindaco Mazzucchi. Nonostante l'opposizione interna, il rally si è poi tenuto regolarmente nel 2024 e nuovamente nel 2025, mantenendo Mori come centro logistico principale e richiamando un buon numero di appassionati.
Dopo le elezioni comunali del maggio scorso, che hanno portato al cambio di amministrazione, Elena Berti non è più assessora né consigliera comunale. Oggi interviene come semplice cittadina, insieme a un gruppo nutrito di residenti sensibili alle tematiche ambientali, rilanciando il tema con una petizione popolare indirizzata al sindaco Mazzucchi e alla presidente del consiglio comunale Depretto, con la richiesta di ritirare in futuro il sostegno e il patrocinio comunale al Trentino Rally.
Nel testo della petizione, già diffuso in forma cartacea e accompagnato da una locandina, si sottolinea che l'iniziativa non ha colore politico ma nasce da preoccupazioni ambientali e civiche.I promotori ricordano che negli ultimi due anni l'evento ha causato disagio e disturbo su tutto il territorio comunale e richiamano l'impegno del Comune di Mori, che con la mozione del 2021 sulla dichiarazione di emergenza climatica e ambientale si è vincolato a privilegiare scelte coerenti con la sostenibilità.
Tra le criticità indicate nella petizione figurano l'inquinamento acustico dovuto al rumore dei motori nei centri abitati, l'inquinamento atmosferico e ambientale prodotto dalle emissioni e dai residui lasciati sul terreno, e i disagi alla circolazione nei giorni della manifestazione. I firmatari chiedono inoltre di valutare eventi alternativi di mobilità sostenibile e turismo lento, in linea con la vocazione naturale della Val di Gresta e con la candidatura del Monte Baldo a patrimonio Unesco.
La raccolta firme inizierà a breve: i cittadini e le cittadine interessate potranno sottoscrivere la petizione presso il gazebo allestito in piazza Cal di Ponte ogni giovedì e sabato mattina. Una volta conclusa la fase di raccolta, il documento sarà protocollato e presentato ufficialmente alla presidenza del consiglio comunale per la successiva discussione in aula.
Per molti appassionati il Trentino Rally resta una vetrina sportiva e turistica di rilievo per Mori e la Vallagarina; per altri, invece, rappresenta un evento poco coerente con le politiche ambientali e con l'immagine di un territorio che punta sull'agricoltura sostenibile e sul turismo lento. Il dibattito, insomma, sembra destinato a proseguire anche nei prossimi mesi, confermando il Trentino Rally come terreno di confronto tra sport, economia locale e tutela ambientale.


