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RONZO-CHIENIS. «Il panorama non esisteva già?». È la domanda con cui il Wwf Trentino-Alto Adige/Südtirol contesta la realizzazione del Cinema sul Garda, la terrazza panoramica con sedute rivolta verso il lago, sul Monte Creino. Secondo l’associazione, l’intervento rischia di trasformare un belvedere naturale in un’attrazione turistica pensata soprattutto per essere fotografata e condivisa sui social.
Gli ambientalisti paragonano l’installazione alle panchine giganti e alle sedie giganti, esprimendo preoccupazione per l’aumento dei visitatori, il consumo di suolo e le possibili conseguenze sul paesaggio. «Che senso ha spendere risorse per attrezzare un poggiolo naturale?», si chiedono, richiamando anche il problema dell’overtourism nell’area del Garda.
Il sindaco di Ronzo-Chienis ha motivato l’intervento con la volontà di rendere il panorama accessibile anche a chi non può raggiungerlo a piedi, sfruttando una strada esistente. Una finalità che il Wwf considera condivisibile, pur invitando a valutare con attenzione ogni intervento sulla viabilità in quota.
L’associazione sottolinea infine la somiglianza dell’opera con il Knottnkino di Verano, in Alto Adige, criticando la scarsa originalità del progetto. E replica al sindaco, che avrebbe definito gli ambientalisti «quelli del no»: «Dopo anni di osservazione del territorio, non poche delle nostre perplessità si sono rivelate fondate».


