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FOLGARIA. Oltre mille persone si sono ritrovate sui prati di Malga Zonta, a Passo Coe, per l’82esimo anniversario dell’eccidio nazifascista del 12 agosto 1944, nel quale persero la vita 14 partigiani e tre malgari, in gran parte giovani. Una commemorazione che ha rilanciato con forza un messaggio contro guerre e violenza, richiamando i valori della pace, della democrazia e del dialogo.
A rappresentare la Giunta provinciale è stato l’assessore Simone Marchiori, che ha ricordato il sacrificio di quanti «pagarono con la vita la loro decisione di stare dalla parte della libertà». Un ricordo che, ha sottolineato, deve parlare soprattutto al presente e alle nuove generazioni.
«Democrazia, pace e convivenza sono principi universali sanciti dalla nostra Costituzione e alla base della nostra Autonomia», ha affermato Marchiori, ricordando come, di fronte ai venti di guerra che attraversano il mondo, sia necessario «rifiutare con forza ogni tentazione di ritorno alla legge del più forte».
L’assessore ha richiamato anche gli 80 anni dal referendum per la Repubblica e dall’Accordo De Gasperi-Gruber, sottolineando il valore dell’esperienza del Trentino e della sua storia di dialogo. Libertà e pace, ha aggiunto, «non sono conquiste scontate», ma richiedono l’impegno di tutti e in particolare dei giovani.
Proprio alle nuove generazioni è stato affidato uno dei messaggi centrali della giornata. «Pace, rispetto, solidarietà, sviluppo – ha concluso Simone Marchiori – sono ideali che ci parlano ancora oggi dai prati di Malga Zonta», un luogo segnato un tempo dal sangue e diventato oggi spazio di memoria e incontro.
Alla cerimonia hanno preso parte parlamentari, consiglieri provinciali, sindaci e amministratori trentini e veneti. Il sindaco di Folgaria Michael Rech e l’assessore del Comune di Schio Marco Gianesini hanno deposto le corone in onore dei caduti. Presenti anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli, rappresentanti della Provincia di Vicenza e delle amministrazioni lagarine e venete.
Tra i partecipanti anche il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, il presidente provinciale dell’Anpi Mario Cossali, il presidente dell’Aned Giorgio Dalle Molle e Riccardo Corradinidell’Associazione medici di Gaza. La messa è stata officiata da don Maurizio Mazzetto.
Dal palco il sindaco Michael Rech ha richiamato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Sant’Anna di Stazzema: «Anche a Malga Zonta ci sono le radici della Repubblica». Per Rech, Repubblica e Autonomia sono patrimoni condivisi da tutelare e far crescere, nella consapevolezza che i conflitti non si risolvono cancellando le differenze, ma riconoscendole.
Il presidente dell’Anpi Mario Cossali ha ricordato come commemorare l’eccidio significhi mantenere vivi gli ideali di chi mise in gioco la propria vita per la Repubblica, mentre Giuseppe Ferrandi ha inserito la tragedia di Malga Zonta nel processo storico che portò alla costruzione della nuova Italia. La memoria, è stato il messaggio conclusivo della giornata, non deve quindi limitarsi al passato, ma diventare uno strumento per affrontare le sfide del presente e guardare al futuro.


