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ALA. Il fine settimana è passato nel dolore, bagnato da una primavera autunnale servita per sottolineare con l'evidenziatore i drammi e la zoppia della società. A Pilcante un uomo di 44 con problemi psichici ha perso la vita.
Ma c'è pure un altro uomo, di 54 anni, che ha sparato per evitare di perdere la sua. Da un punto di vista logico è legittima difesa ma, chiaramente, dovrà stabilirlo la magistratura.
La società che cammina a stento, invece, pare essere quella delegata a cercare di dispensare benessere e assistenza. E qui si infila il caso Matteo Tenni, persona malata, che viveva con l'anziana madre Annamaria Cavagna.
E ci sono i servizi sociali che non sono riusciti a diradare, almeno in parte, quelle nuvole nere che aveva in testa. Per questo la domenica uggiosa che ha velato di silenzio una tragedia è ancora più simbolica. Ma questo è un altro discorso, più ampio.
Nell'immediato si dovrà chiarire la vicenda di venerdì nella frazione alense.
Questa mattina gli operatori dell'istituto di medicina legale di Verona eseguono l'autopsia.
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