MORI. «Ben quaranta nuovi posti di lavoro alle Casotte grazie al nuovo capannone industriale della Gpi, che produrrà robotica per le farmacie. I tempi sono stretti, visto che entro marzo l'amministrazione deve autorizzare le modifiche, di lieve entità, al piano attuativo per soddisfare le richieste dell'azienda che si insedierà nella zona industriale».

Così il sindaco Stefano Barozzi nell'ultima seduta consiliare ha avviato la discussione sul protocollo d'intesa fra Trentino sviluppo, proprietaria dell'area della Casotte, e la multinazionale trentina, che trasferirà nell'area della Casotte la sua sede principale, oggi nell'area di Trento Sud.

«L'integrazione del piano attuativo - ha comunicato al Consiglio comunale il primo cittadino - prevede di consentire che siano costruiti edifici di quattro piani e non solo di tre, pur rimanendo inalterata l'altezza massima di 15 metri. Ma per soddisfare questa richiesta basterà una delibera di giunta».

Infatti è noto ormai da mesi che Gpi spa, gruppo leader nel software, nelle tecnologie e nei servizi rivolti alla sanità, al sociale e alla pubblica amministrazione trasferirà il suo quartier generale da Trento sud all'area Casotte, destinata a diventare la più grande area produttiva di nuova edificazione in Trentino. L'impresa è controllata dalla holding che fa capo a Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento. Gpi, che nel 2020 ha realizzato ricavi di gruppo per 271 milioni di euro, conta oltre 6.100 dipendenti e più di 2.400 clienti distribuiti in più di 60 Paesi, è quotata in Borsa dal 2016.

Si potrebbe aggiungere che per le Casotte (26 ettari di cui 20 attrezzati a fini produttivi da Trentino Sviluppo), sembra infine realizzarsi il sospirato decollo, dopo anni di attesa. Tanto è vero che un altro segnale che conferma come l'area stia diventando un volano di sviluppo: il cantiere della Stg di Bolzano (Sicur Tyres Group). Un altro investimento da una decina di milioni di euro per realizzare su 5.300 metri quadri una nuova fabbrica per la ricostruzione degli pneumatici. Insomma, una «nuova Marangoni».

In sostanza con l'accordo Gpi - Trentino sviluppo si trasferiranno a Mori, ma mantenendo inalterato il livello dal punto di vista occupazionale, almeno 275 Ula (Unità lavorative per anno). Il gruppo acquisterà per 4 milioni di euro un lotto di oltre 43mila metri quadri per costruire un complesso di edifici, in primo luogo la nuova sede centrale e di servizi da 7.000 metri quadri. L'accordo prevede inoltre che Gpi prenda in carico le aree in diritto di superficie limitrofe ai lotti di proprietà per realizzare un parcheggio pubblico e gestire il verde.Ma il Sindaco Barozzi nel corso del dibattito ha tenuto a sottolineare che non si tratta soltanto di quanto messo già nero sui bianco nel protocollo. Bensì di un ulteriore investimento dell'azienda, la fabbrica di armadi robotizzati per le farmacie da 5.000 metri che occuperà 40 dipendenti. «Altra richiesta che ci è stata avanzata da Gpi - ha proseguito - è la valutazione idrogeologica specifica per l'area poiché l'accesso più a sud è su un livello più basso rispetto all'Adige. Pertanto si chiede un rialzo rispetto al fiume, per evitare il rischio di esondazioni. Il capannone sarà costruito prospiciente al depuratore, ed è quello che produrrà armadi robotici per i farmaci».Non a caso qualche tempo fa lo stesso presidente di Gpi Manzana aveva osservato: «Alle Casotte, saremo tra il canale Biffis e l'Adige. Quindi ci sarà la massima attenzione per mettere in sicurezza l'area rispetto al rischio idraulico». Fino a questo momento i tempi sembrano essere stati rispettati. Entro marzo il Comune deve approvare il piano. E, a giudicare dall'iniziativa dell'amministrazione che ha portato già nella seduta di fine dicembre la discussione sul piano attuativo, non dovrebbero esserci intoppi. Difatti poi spetta alla Gpi la bonifica bellica superficiale e profonda dell'area. Quindi, partiranno i lavori per portare prima la robotica, seguiranno le altre attività.