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MORI. La notte di Halloween, con le vie di Mori animate da bambini e ragazzi, si è trasformata per qualcuno in una serata di paura e, soprattutto, in una tragedia per alcuni animali. A denunciarlo è stato Ionut Popescu, allevatore e appassionato ornitologo, che nei giorni successivi al 31 ottobre ha raccontato sui social quanto accaduto nel cortile della propria abitazione, dove sarebbero finiti numerosi petardi lanciati da alcuni ragazzini. Un episodio che ha avuto conseguenze pesanti per i volatili che Popescu alleva con passione e dedizione: inizialmente aveva denunciato la morte di un passero del Giappone e il ferimento di un altro uccello esotico, un esemplare che aveva conquistato il titolo di campione italiano. Ma il bilancio, secondo quanto successivamente riferito, si sarebbe aggravato ulteriormente, con altri nove uccelli morti nei giorni seguenti.
«Saranno stati oltre 100 botti di petardo nella via dove abito e purtroppo le forze dell'ordine sono state totalmente assenti», aveva scritto Popescu nel suo sfogo, accompagnando il messaggio con la fotografia dell'uccellino morto. Parole amare, rivolte soprattutto ai genitori dei ragazzi che maneggiavano i petardi: «Questo è il risultato della maleducazione di certi vostri figli a cui date i petardi in mano, non sapendo poi dove questi petardi esploderanno, in questo caso nel mio cortile».
Una denuncia che ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà, non soltanto da parte di altri appassionati di animali, ma anche di tanti cittadini rimasti colpiti dall'accaduto. Accanto alla vicinanza nei confronti dell'allevatore, sono emerse anche domande sull'effettiva efficacia dei divieti comunali e, soprattutto, sulla necessità di affiancare alle ordinanze controlli concreti. Perché vietare l'utilizzo dei botti non basta se poi nessuno verifica che le disposizioni vengano rispettate.
Una questione, peraltro, tutt'altro che nuova a Mori.
Già il 22 dicembre 2025, in prossimità delle festività di Capodanno, i consiglieri di minoranza Mura, Ciaghi, Barozzi, Romani e Marchiori avevano presentato un'interrogazione proprio sull'utilizzo di fuochi d'artificio e petardi, chiedendo conto dell'efficacia dell'ordinanza comunale e delle azioni di prevenzione e sensibilizzazione messe in campo dall'amministrazione.
Il documento era stato discusso nella seduta consiliare del 30 dicembre, con una risposta affidata all'assessora alla sanità e alla sicurezza Silvana Scarabello Vettore.
In quell'occasione l'assessora aveva confermato che «l'ordinanza n. 327 del 22 dicembre 2020 è attualmente in vigore e lo è per tutto il periodo dell'anno».
Scarabello Vettore aveva spiegato che, in quel momento, non risultavano episodi segnalati alle forze dell'ordine, ma che l'amministrazione aveva comunque intenzione di rivedere e aggiornare il provvedimento.
Aveva inoltre riferito della presenza della polizia locale e delle forze dell'ordine nelle giornate tradizionalmente più critiche, oltre alla diffusione delle comunicazioni della Provincia e della Protezione civile attraverso il canale social «La stanza del sindaco».
Più significativo, però, era stato il passaggio relativo alla sensibilizzazione dei più giovani.
Rispondendo alla domanda sulle iniziative strutturate nelle scuole e sul coinvolgimento delle associazioni e delle realtà giovanili, l'assessora aveva ammesso: «Azione intraprese e strutturate per sensibilizzare i giovani al momento non ce ne sono, però nel momento in cui rivediamo l'ordinanza vediamo di inserire qualcosa».
Una risposta che aveva lasciato aperta la questione di un percorso educativo che andasse oltre i divieti e le comunicazioni occasionali.
A distanza di quasi undici mesi da quel dibattito consiliare, resta da capire se nella notte di Halloween siano stati effettivamente intensificati i controlli annunciati e, soprattutto, quali azioni concrete siano state intraprese dall'amministrazione per prevenire episodi di questo genere.


