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ISERA- RONZO- «A Reviano e Folaso i danni ai vigneti sono totali: il 100 per 100. Anzi, in alcuni casi siamo al 120 per cento perché la grandine ha segnato anche le piante, e quindi le conseguenze ci saranno anche il prossimo anno». Emanuele Valduga, sindaco di Isera, giovedì ha accompagno l'assessora provinciale Giulia Zanotelli sul suo territorio per permetterle di verificare di persona le conseguenze della grandinata di martedì pomeriggio. Un quarto d'ora, forse meno, in cui la zona è stata flagellata da chicchi di grandine grandi anche come palline da golf e che ha lasciato la chiara traccia del suo passaggio sulle coltivazioni. «E non solo sulle vigne. Abbiamo - prosegue Valduga - due realtà legate all'orticultura che hanno avuto conseguenze pesanti. Come Comune stiamo cercando di capire come è possibile intervenire in supporto agli agricoltori ma lo spazio di manovra è risicato. Il punto è che questi eventi straordinari stanno diventando ordinari e quindi dobbiamo pensare a strumenti efficaci per il futuro. L'immediato futuro».
Agricoltura in ginocchio anche in Val di Gresta dove Zanotelli ha fatto la sua seconda tappa nel giro in Vallagarina accompagnata dal sindaco Gianni Carotta. «La grandine è arrivata nel momento peggiore per alcune coltivazioni. Eravamo pronti - spiega il primo cittadino che è anche presidente del Consorzio - a mettere sul mercato primizie come radicchio e coste che ora non ci sono più. E non vale neppure la pena, economicamente parlando, di ripiantare le coltivazioni: gli ortaggi arriverebbero sul mercato quando i prezzi sono molto bassi. Sarebbero venduti al di sotto dei costi di produzione. Attila il distruttore è arrivato purtroppo nel momento giusto».
Intanto arrivano anche i primi numeri da Codipra dopo i sopralluoghi degli esperti del consorzio. E sono numeri pesanti. La grandinata ha interessato oltre 250 ettari di vigneto tra Isera, Nogaredo, Mossano e Borgo Sacco - viene spiegato - di cui alcuni completamente distrutti, per un valore assicurato superiore ai 5 milioni di euro. Le verifiche tecniche stanno proseguendo per definire con precisione l'entità delle perdite produttive, che risultano molto variabili in funzione dell'intensità della grandinata e della localizzazione dei vigneti. Parallelamente sono iniziate anche le ricognizioni in Val di Gresta.
«L'episodio - spiega Codipra - non rappresenta un fatto isolato, ma si inserisce in una stagione caratterizzata da una forte instabilità meteorologica. I dati della Fondazione Edmund Mach evidenziano come il 2026 sia stato segnato da anomalie climatiche significative: aprile ha registrato temperature medie di 2,9 gradi superiori alla norma, risultando uno dei più caldi mai osservati; la seconda metà di giugno ha visto 14 giorni consecutivi con temperature superiori ai 30 gradi, mentre le precipitazioni cumulate da marzo sono rimaste costantemente inferiori alla media climatica. Una lunga fase di caldo e siccità che viene sempre più frequentemente interrotta da temporali violenti con forti fenomeni ventosi, bombe d'acqua e grandinate concentrate in pochi minuti, con effetti molto localizzati ma estremamente intensi».
«Non siamo più di fronte a eventi eccezionali, ma a una nuova normalità climatica con la quale l'agricoltura deve imparare a convivere - evidenzia Marica Sartori, direttore di Codipra - Le prime verifiche confermano come la grandine abbia colpito in modo significativo alcune aree viticole del Roveretano. Il nostro lavoro in queste ore è innanzitutto quello di essere presenti sul territorio affiancando gli agricoltori colpiti con rapidità e competenza nelle attività di accertamento. Ma questo episodio dimostra ancora una volta che oggi la vera sfida non è gestire il singolo evento, bensì costruire un sistema capace di garantire continuità economica alle aziende agricole. Per questo Codipra continua ad investire in strumenti sempre più evoluti di gestione del rischio, integrando assicurazioni, fondi mutualistici, innovazione tecnologica e digitalizzazione».
«Solo pochi giorni fa - ha spiegato Silvano Rosina, presidente della Cantina di Isera - eravamo felici perché la vendemmia si presentava importante sia a livello qualitativo che quantitativo. Poi in 5 minuti il lavoro di un anno è andato in fumo».
Ha parlato di gestione del rischio l'assessora Giulia Zanotelli. «Sapendo che ormai questi non sono più fenomeni straordinari - ha spiegato - ma sono fenomeni che si verificano e si verificheranno dobbiamo credere agli strumenti come le reti e le coperture assicurative. E saranno questi i temi della prossima politica agricola comunitaria tenuto conto della situazione, dell'andamento climatico e delle sfide che ci aspetteranno».
Aspetto, questo, sottolineato anche dal presidente di Codipra, Giovanni Menapace, per il quale la gestione del rischio rappresenta oggi uno degli elementi fondamentali della competitività agricola. «La resilienza di un'azienda agricola non si costruisce il giorno dopo una grandinata, ma molto prima, attraverso scelte consapevoli e strumenti adeguati. Oggi il nostro territorio dispone di un sistema tra i più avanzati a livello nazionale, capace di mettere insieme assicurazioni agevolate, fondi mutualistici e innovazione».


