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ROVERETO. Si apre con l'ultimo giorno di gennaio la lunga carrellata delle feste di Carnevale in Vallagarina che arriverà fino al 17 febbraio, giorno del "martedì grasso". E come ogni anno a dare conto di tutti gli appuntamenti tra Rovereto, paesi e frazioni è la pagina Facebook "Quelli che a Carnevale non si perdono una maccheronata". Da oltre tre lustri gestito da un gruppo di volontari, lo spazio social aggiorna costantemente il calendario delle feste riportando con dovizia di particolari il menu delle pietanze offerte in ciascuna località.
«In verità non dappertutto i piatti sono gratis - spiegano dai comitati organizzatori - perché ormai i costi sono sempre più alti e quindi sempre più spesso viene chiesta un'offerta libera, oppure si invitano i consumatori a pagare almeno il piatto che poi noi volontari riempiamo di cibo. Dopo l'epoca Covid gli sponsor sono sempre meno e di conseguenza anche le risorse a disposizione sono calate. E poi questo diventa anche un modo per evitare inutili sprechi».
Non è d'altronde un piatto di pasta gratis che spinge centinaia di persone a consumare il pranzo all'aperto affrontando le temperature piuttosto rigide di inizio febbraio. «La gente partecipa alle feste di Carnevale perché ha voglia di condivisione e di comunità - commentano i volontari -. Con la scusa di portare i bambini in maschera, gli adulti si ritrovano per fare una passeggiata sperando in una giornata di sole, per mangiare in compagnia e fare due chiacchiere in allegria con le altre famiglie. Sono tradizioni che ci identificano e nessuno vuole perdere, così belle e sentite che tanti vengono pure da fuori regione per fare un giro tra le feste del Carnevale in Vallagarina».
Consuetudini che la pagina Facebook roveretana contribuisce a mantenere vive, raccogliendo le segnalazioni spontanee di associazioni, comitati per il Carnevale o di singoli cittadini, pubblicando le locandine delle maccheronate, creando reel con le foto e i video delle feste. Insomma, facendo assidua attività di informazione, diffusione, e naturalmente promozione, di quello che sembra essere uno dei periodi di festa più attesi e amati in Vallagarina, pur senza avere alcun contatto ufficiale con le istituzioni o con l'Apt. I gestori della pagina social hanno preso talmente sul serio la missione di promuovere le feste carnascialesche locali da creare anche dei veri e propri tour a uso e consumo degli oltre duemila follower.
Maccheroni o gnocchi alla prima tappa, "polenta e mortadela" alla seconda, "grostoi" o "stromboi" in un altro posto ancora, per una passeggiata tra sfilate di mascherine, lanci di coriandoli e festose note di bande cittadine con le majorette.
Insomma, soprattutto tra le località della Vallagarina la tradizione del Carnevale sembra essere molto sentita e concretamente vissuta, pur con tutte le difficoltà che l'organizzazione delle feste porta con sé. Sono infatti sempre più complesse le pratiche da assolvere, sia per la logistica e la dislocazione di tavoli, panche e pentoloni per cuocere la pasta, sia per la somministrazione di cibi e bevande.
«Le norme di oggi rendono tutto molto complicato - spiegano amareggiati i volontari - e districarsi tra la burocrazia dissuade sempre più i vari comitati organizzatori.
In val di Non ormai c'è solo la festa a Rabbi, mentre il resto dei paesi di quella valle non fa più nulla. Per resistere ci vorrebbe anche un cambio generazionale, forze giovani che portino nuova energia, come a Besenello e a Pomarolo, dove le associazioni che si occupano del Carnevale sono composte principalmente da ragazzi. In alcuni comitati sono addirittura entrati gli studenti delle scuole superiori che così accumulano ore di "alternanza scuola lavoro", una bella novità per darci una mano».
Per gli appassionati di maccheronate e crostoli il primo appuntamento sarà dunque sabato a Borghetto dove, come sempre, verranno serviti per due giornate consecutive di festa i famosi gnocchi di malga, con le sarde o al pomodoro. E poi le tradizionali feste a San Giorgio, a Marco e a Lizzana con la classica pasta al ragù e i frequentatissimi carnevali di Mori vecio, Borgo Sacco e Lizzanella, che offre i suoi bigoi con le sardele il giorno del "martedì grasso" da ormai cent'anni.


