POMAROLO. Multati per aver tirato due calci al pallone nel campo sportivo di Pomarolo. Una sanzione di 50 euro a testa a una dozzina di ragazzi, alcuni del paese e altri venuti da fuori. Uno di loro, diciottenne, in realtà la multa se l’è vista recapitare a casa, perché al campo l’ultima volta ci è stato a inizio settembre. E così la madre, Sandra Gerola, indignata per tanto zelo nei confronti di una trasgressione a suo dire molto meno grave rispetto ad altre di cui si macchiano certi giovani, ha affidato immediatamente il suo sfogo ai social. «Trovo davvero assurdo e vergognoso che mio figlio venga multato - ha scritto su Facebook la signora, residente a Villa Lagarina - perché stava semplicemente giocando a calcio nel campetto di Pomarolo, senza aver prima chiesto l’autorizzazione al Comune. Un ragazzo che vuole trascorrere del tempo giocando a pallone viene sanzionato perché non ha chiesto un permesso. E intanto, di fronte a ragazzi che spaccano vetrine o spacciano, il messaggio sembra essere quello della comprensione, della rieducazione, dell’ascolto e delle seconde possibilità». E rispetto all’ordinanza comunale dell’8 giugno scorso che vieta l’utilizzo del campo sportivo senza preventiva autorizzazione, Gerola chiarisce: «Non sono contraria alle regole e al rispetto delle stesse. Ma mi chiedo se non si stia perdendo di vista il senso delle proporzioni e, soprattutto, quali siano le priorità. Davvero vogliamo un paese in cui un ragazzo viene punito perché gioca a calcio, anziché essere incoraggiato a farlo? Perché giocare a pallone non dovrebbe mai diventare una colpa».

Insomma l’8 settembre il giovane, in forze all’Fc Nogaredo, aveva raggiunto con gli amici l’unico campo sportivo della destra Adige. Trovata l’area chiusa, i ragazzi avevano scavalcato il recinto e si erano messi a giocare. Mezz’ora o poco più e sono sopraggiunte le forze dell’ordine che di fronte alla scena hanno chiesto i documenti agli astanti. «Ho sempre insegnato a rispettare le regole - continua Gerola - e quando in questi giorni è arrivata la multa, ho rimproverato mio figlio e ho subito pagato. Contesto però il sistema che va a punire ragazzi che vogliono solo giocare a calcio per colpa di chi fa vandalismi. Bisogna anche rendersi conto che per chiedere di entrare al campo si deve prenotare via mail qualche giorno prima e pagare 40 euro per l’accesso tramite bonifico, perché non accettano contanti. È questo il modo di favorire lo sport tra i giovani? Proprio ora che ogni genitore deve combattere con i figli per l’uso eccessivo di smartphone e pc? Intanto al parco di Villa vediamo spacciatori agire indisturbati, con le forze dell’ordine che ci dicono di avere le mani legate».

«Il campo, della parrocchia e in gestione al Comune, è stato chiuso perché per troppo tempo è stato utilizzato in maniera impropria - spiega il sindaco Massimo Fasanelli - Sono state spaccate più volte le reti di recinzione, i ragazzi entravano con le biciclette, veniva lasciato un immondezzaio tra carte e bottiglie. Hanno perfino acceso i lampioni di notte, dopo aver rotto le finestre del locale dove si trovano gli interruttori. Facevamo pulire tutto e dopo tre giorni c’era di nuovo sporcizia ovunque, così ci siamo visti costretti a chiudere il campo e chiedere di recarsi in Comune a ritirare le chiavi per poterlo utilizzare. Ovviamente alla presenza di un maggiorenne che si assuma la responsabilità di quello che succede. Non abbiamo chiuso il campo ai ragazzi che vogliono giocare, abbiamo chiuso agli incivili».

Nel caso specifico della sanzione al centro del post di Gerola, Fasanelli chiarisce che è stata irrogata dopo almeno dieci richiami verbali da parte delle forze dell’ordine. «Con i carabinieri avevamo già preso i nomi dei giovani del gruppo. Al decimo richiamo i vigili urbani hanno dovuto per forza multarli, tra l’altro con la cifra minima, visto che in questi casi la multa arriva anche a 500 euro. Quel che più mi rattrista è vedere che i genitori scrivono pubblicamente che le regole sono sbagliate, invece di portare i figli a rispettarle. Difendere i ragazzi che infrangono un divieto penso sia il primo danno che fanno i genitori in questa società».