BRENTONICO. Due episodi distinti, avvenuti a distanza di alcuni giorni e in due luoghi di culto diversi, ma accomunati da modalità che hanno profondamente amareggiato la comunità e soprattutto il parroco don Daniele Laghi. Prima nella chiesetta di San Rocco, dove la scorsa settimana qualcuno ha urinato sulle tovaglie dell'altare dopo aver messo in disordine alcuni elementi all'interno della chiesa. Poi, ieri mattina, 20 agosto, nella cripta della chiesa arcipretale di Brentonico, dove sono stati trovati escrementi umani dietro l'altare, una tovaglia utilizzata per pulirsi e un sacchetto con i rifiuti lasciati da chi si trovava all'interno.

A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso don Laghi, che attraverso il proprio profilo Facebook ha affidato alla rete tutta la propria amarezza e indignazione: «Atto vergognoso e di disprezzo verso tutta la comunità dell'altopiano. Non è ammissibile che certa gente si permetta di fare i propri bisogni nelle chiese e di pulirsi con le sacre tovaglie. Sono indignato per non dire deluso e non dico altre parole! Bisogni umani in due chiese dell'altopiano di Brentonico: urinare sulle tovaglie della chiesetta di San Rocco e fare i bisogni grossi dietro l'altare della cripta della nostra chiesa arcipretale, pulirsi il sedere con la tovaglia della chiesa e lasciare le immondizie di quello che si è mangiato: questo è veramente non solo maleducazione, ma inciviltà e uno schifo».

Il secondo episodio è quello scoperto nella giornata di ieri. Don Laghi, raggiunto telefonicamente, racconta di essersi accorto della presenza degli escrementi nella cripta mentre si trovava nella chiesa. «Non c'è più limite al nulla. Secondo me può essere accaduto anche mercoledì come anche ieri mattina, perché le chiese le chiudiamo sempre alla sera. La cosa che mi ha stupito è stata che era veramente tutto nascosto. Inizialmente pensavo fosse un animale. Mi sono detto: "Va beh, puliamo. Cosa vuoi farci". Ma poi, quando ho capito che non era stato un animale, ho visto la tovaglia dell'altare sporca e infagottata dentro la feritoia della vecchia finestra, tovaglia con la quale si sono puliti il sedere, insieme a un sacchetto delle immondizie con dentro i resti delle angurie che avevano mangiato».

Proprio mentre si trovava nella cripta, il sacerdote è stato informato anche di quanto accaduto qualche giorno prima. «Nel frattempo, mentre ero lì, mi hanno informato dell'altro episodio di San Rocco, dove mi hanno spiegato come invece qui avessero urinato, dopo aver fatto un po' di disordini in chiesa, sopra una tovaglia».

I due episodi, precisa il parroco, non sono quindi avvenuti nello stesso momento. «Sono due episodi accaduti in due momenti diversi: l'altra settimana San Rocco e quello della cripta ieri o oggi». Ma le modalità simili hanno portato don Laghi a chiedersi se dietro ai due gesti possa esserci la stessa mano. «Anche i carabinieri mi hanno riferito che, essendo delle azioni simili, potrebbero essere le stesse persone».

Al di là dell'aspetto puramente materiale dei danni e della necessità di ripulire gli spazi, per il parroco c'è però qualcosa di più grave: il significato che quei gesti sembrano assumere nei confronti di un luogo di culto e della comunità che lo considera uno spazio da rispettare. «Secondo me lo hanno fatto volutamente in spregio alla chiesa, parlerei di una vera profanazione. Non mi è mai successo di vedere una cosa simile».

La vicenda lascia così dietro di sé non soltanto il lavoro necessario per ripristinare la pulizia dei due luoghi di culto, ma anche una forte amarezza. Le chiese, soprattutto quelle più piccole come San Rocco e gli spazi della cripta, sono luoghi che appartengono alla storia e alla vita della comunità dell'altopiano di Brentonico. Per questo quanto accaduto viene vissuto dal parroco non semplicemente come un atto di inciviltà, ma come un gesto di grave mancanza di rispetto verso uno spazio condiviso e verso la comunità che lo custodisce.