SANT’ANNA D’ALFAEDO. Due bambini di sette anni morti sotto le lastre di pietra di un’antica ghiacciaia, altri due rimasti feriti. A oltre cinque anni dalla tragedia avvenuta sui monti Lessini, nel Veronese, al confine con il Trentino, la Procura di Verona ha chiesto il rinvio a giudizio di Augusto Ceradini, gestore e comproprietario del terreno sul quale sorge la ghiacciaia di malga Preta. Se la richiesta sarà accolta, dovrà rispondere di duplice omicidio colposo e lesioni colpose.

La tragedia risale al 3 luglio 2021. Quattro bambini stavano giocando sulla copertura in lastre di pietra della vecchia ghiacciaia quando la struttura cedette all’improvviso, facendoli precipitare all’interno. Michele e Tommaso, entrambi di sette anni, morirono travolti dalle pesanti lastre; gli altri due rimasero feriti.

Secondo le indagini, una delle travi di sostegno era deteriorata e presentava una vistosa fessurazione. Ceradini, che gestiva il terreno preso in affitto dagli altri comproprietari, avrebbe cercato di rimediare avvolgendola con un filo di ferro. Per questo il pubblico ministero Paolo Sachar ha chiesto il processo nei suoi confronti. Lo scorso luglio la giudice Livia Magri aveva invece disposto l’archiviazione delle posizioni degli altri sette comproprietari.

Il percorso giudiziario è stato complesso. Per due volte la Procura aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo che la ghiacciaia non costituisse un pericolo occulto perché chiaramente visibile. Secondo questa interpretazione, un adulto avrebbe dovuto impedire ai bambini di giocare sulla copertura, applicando un elementare principio di prudenza.

Di parere opposto i legali delle famiglie delle vittime, secondo i quali la copertura non era facilmente riconoscibile dall’alto, anche a causa dell’erba incolta e della pendenza del terreno: il pericolo, sostengono, andava segnalato. Respinte le due richieste di archiviazione, la vicenda entra ora in una nuova fase: spetterà al giudice dell’udienza preliminare decidere se mandare a processo il gestore.