PHOTO
TRAMBILENO. La siccità non mette in ginocchio soltanto gli acquedotti e i corsi d’acqua. Anche i pascoli risentono del tremendo caldo che, oltre a prosciugare le riserve idriche, brucia anche l’erba dei prati. A Trambileno i quattro bellissimi alpaca di Cristina Senter – Van Gogh, Vivaldi, Renoir e il piccolo Beethoven de Oro – sono rimasti senza erbetta verde e fresca sul loro prato trasformato in un terreno arido dal sole cocente. E così è scattata la gara di solidarietà dopo l’appello lanciato sui social. «In realtà mi ero mossa per tempo, proprio perché non avrei mai immaginato una situazione simile – racconta la proprietaria degli animali –. Avevo trovato la disponibilità di un terreno che avrei potuto utilizzare per alcuni giorni e mi ero quindi organizzata per sistemarlo, dedicando settimane di lavoro alla pulizia e alla preparazione del prato. Quando ormai tutto era pronto, però, la disponibilità è venuta meno. La necessità, a quel punto, era concreta: trovare altri piccoli prati dove poter portare gli alpaca per tre o quattro giorni alla volta, permettendo loro di pascolare e, contemporaneamente, lasciar riposare il terreno principale nella speranza che tornasse quanto prima a produrre erba. Mi sono trovata a dover cercare una soluzione in poco tempo. Ho pensato allora di raccontare la situazione sui social e di chiedere semplicemente se qualcuno avesse un prato che potesse prestarci per qualche giorno. Non avevo grandi aspettative».
La risposta, invece, è stata sorprendente. «Sono arrivate tante persone disponibili ad aiutarci, con messaggi, telefonate e offerte di terreni dove poter portare i nostri quattro alpaca. Sono rimasta davvero commossa. Non era quello che mi aspettavo». Nei prossimi giorni, gli alpaca faranno il giro dei vari prati messi a disposizione.
«Ogni volta vorremmo fotografare i nostri alpaca nei nuovi prati e ringraziare pubblicamente le persone che ci hanno dato una mano - annuncia Senter -. Per me è importante che ogni gesto di generosità venga riconosciuto. Quello che è successo ha creato una vera e propria catena di solidarietà. Quando si parla delle emergenze legate al caldo, si pensa giustamente alle persone più fragili. Io quest'estate mi sono trovata invece a scoprire quanto anche gli animali che vivono all'aperto possano risentire della siccità. Se il prato non cresce, per chi ha animali da pascolo diventa necessario trovare soluzioni diverse. Sono grata a chi ha deciso di darci una mano. In un momento in cui mi sembrava di non sapere più dove trovare erba fresca per i miei alpaca, ho scoperto che intorno a noi c'erano tante persone disposte ad aiutare».


