Il caso

Bovini affetti da Ibr: contagiati dai vicini di malga, saranno abbattuti

I casi di rinotracheite infettiva dei bovini, individuati tra gli esemplari che l’estate scorsa sono stati in alpeggio sulla Lessinia trentina, alla Sega di Ala, sono circa 200. Il presidente degli allevatori Broch: «Non c’è alcun problema per l’uomo. I nostri controlli sono all’avanguardia ma gli altri?»

L’ALLARME I contagi nel Basso Trentino

di Nicola Guarnieri

ALA. Duecento bovini, che l'estate scorsa sono stati in alpeggio sulla Lessinia trentina, alla Sega di Ala per capirci, saranno abbattuti perché affetti da Ibr. Un danno per le aziende ma un fenomeno che, a livello provinciale, è sotto controllo e, soprattutto, non è a rischio per l'uomo.

I casi, però, si sono registrati e qualcuno si è allarmato. «Ci sono stati contagi e casi di Ibr (Rinotracheite infettiva dei bovini) in alcune stalle del Basso Trentino ma è tutto sotto controllo e noi, in Trentino, siamo all'avanguardia in Italia per la salute dei nostri bovini», spiega il presidente della Federazione provinciale allevatori Giacomo Broch.

Si tratta, come detto, di bestie che, come sempre, passano la stagione estiva in malga ma, trattandosi di zona di confine con il Veneto, sono a contatto con altri animali. «Sono bovini da da carne che si sono ammalati. Poi il tempo di incubazione ha palesato la malattia adesso. Purtroppo quando parte prende tutto. Però siamo all'avanguardia nei controlli - ribadisce Broch - e gli esemplari colpiti saranno abbattuti. Peccato perché da quest'anno siamo indenni ma è successo. Certo, è un danno importante per le aziende colpite ma non preoccupa nell'insieme».Il rischio, però, è proprio quello del contagio da parte di altri. «Purtroppo noi in Trentino ci impegniamo a fondo e siamo riusciti a tenere sani i nostri animali ma chi controlla il vicino? Chi controlla il Veneto? Siamo molto avanti rispetto al sistema Italia ma anche altri non dovrebbero abbassare la guardia».

I casi rilevati in Vallagarina e il contagio da Ibr, come detto, è avvenuto sui Lessini, con i bovini all'alpeggio che sono venuti in contatto con quelli veneti. «Il piano di risanamento prevede l'abbattimento delle bestie positive entro dodici mesi dal momento in cui è stato effettuato il test». La Federazione, comunque, tranquillizza i consumatori. «L'Ibr-Ipv indica una malattia dei bovini causata da un Herpesvirus in conseguenza del quale gli animali colpiti manifestano gravi conseguenze all'apparato respiratorio con febbre e danni anche all'apparato riproduttivo. Tale malattia non è assolutamente trasmissibile all'uomo né può contaminare i prodotti.

In Trentino è operativo da oltre vent'anni un piano di eradicazione della malattia riconosciuto dall'Unione Europea ed attivo anche in provincia di Bolzano, in Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta ma non in Veneto. Scopo del piano è il miglioramento del benessere degli animali e la riduzione dei farmaci per quelli che si ammalano. Tutti gli allevamenti del Trentino vengono testati due volte l'anno. I capi positivi non possono essere movimentati e entro un anno devono essere allontanati dal Trentino per evitare l'eventuale riattivazione del virus e altre infezioni».L'Ibr è una malattia endemica che viene continuamente monitorata.

I casi riscontrati in questi giorni vanno pertanto interpretati come un evento fortuito derivato dal fatto che in Veneto e nelle regioni del Centrosud il piano di prevenzione non è mai stato attivato. «In conseguenza è probabile che alcuni animali appartenenti a mandrie provenienti da aziende trentine siano venuti a contatto nella zona della Lessinia con altri bovini colpiti dal virus appartenenti ad aziende operanti in Veneto. In Trentino possono arrivare capi da fuori provincia solo da allevamenti che hanno fatto lo stesso piano di prevenzione e profilassi».La Federazione, comunque, ha richiesto il controllo immediato di tutte le stalle della zona di Ala e Avio per avere rapidamente un quadro complessivo della situazione.

«Si deve portare a termine l'interlocuzione già avviata fra i servizi veterinari delle province di Trento e Verona per monitorare, anche in vista della prossima stagione estiva, le mandrie destinate agli alpeggi della Lessinia e del Monte Baldo. - conclude Broch - Si deve ance attivare l'intervento della Provincia di Trento per accompagnare e sostenere gli allevamenti colpiti dall'infezione nel percorso di sostituzione dei capi». 

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