Ponte tibetano sulla strada del re: emozioni ad alta quota in Vallarsa

Sospesa nel vuoto a 30 metri d’altezza, la nuova passerella di corde d’acciaio lunga 105 metri, che mette in comunicazione il sacrario militare del Pasubio con Campogrosso, è stata subito presa d’assalto

È stata un'inaugurazione da brivido, quella per l’atteso ponte tibetano sulla Strada del re, in Vallarsa. Sospesa nel vuoto a 30 metri d’altezza, sabato mattina, la nuova passerella di corde d’acciaio lunga 105 metri, che mette in comunicazione il sacrario militare del Pasubio con Campogrosso, è stata presa d’assalto. Riapre così uno dei più amati anelli escursionistici delle Piccole Dolomiti, interrotto nel 2008 quando una frana distrusse circa 500 metri di strada.
 
 
L’originale opera, inserita nel progetto di sviluppo turistico e riqualificazione sentieristica Va.Po.Re (Comuni di Valli del Pasubio, Posina e Recoaro), si trova interamente in Veneto, ma permetterà di raggiungere a piedi anche il Trentino. La Strada del re, chiamata così in quanto inaugurata da Vittorio Emanuele III nel 1918, collega infatti il Pian delle Fugazze, nel Comune di Vallarsa, con il territorio veneto. Presenti all’inaugurazione numerosi sindaci e autorità locali, tra cui il primo cittadino di Vallarsa Massimo Plazzer e il collega di Terragnolo Lorenzo Galletti, emozionati nel percorrere il ponte sospeso ne vuoto.
 
«Un’esperienza unica ed emozionante, sentendolo dondolare sotto i propri piedi sembra anche più lungo di quello che è», commenta Plazzer. «Con quest’opera si ripristina l’anello per Campogrosso, un itinerario escursionistico molto suggestivo, percorribile partendo da Pian delle Fugazze. Ci troviamo sull’ultima montagna prima della pianura e dal nuovo ponte si può ammirare un panorama mozzafiato, da un parte il Veneto (nelle giornate limpide si può vedere la laguna di Venezia), dall’altra le creste del Sengio Alto (composto dalla catena del Monte Baffelan e del Monte Cornetto)», spiega il sindaco di Vallarsa. 
 
Un’opera ingegneristica, dotata di corde anti vento per evitare le oscillazioni, che punta a diventare un’importante attrazione turistica. Come ha affermato il sindaco di Valli del Pasubio Armando Cunegato, con il quale Vallarsa e gli altri Comuni del versante trentino hanno spesso collaborato in diversi progetti turistici per la valorizzazione del territorio, «questo ponte è alquanto significativo perché lega il passato, rappresentato dalla Strada del Re costruita dall’esercito italiano ai tempi della Prima Guerra Mondiale, al nostro presente con le sue necessità e al futuro, dato che confidiamo molto nell’attrattiva che avrà per rilanciare il turismo sul Pasubio».  
 
Il nuovo ponte sospeso, denominato «ponte Avis», è stato intitolato ai donatori di sangue in ricordo del tragico incidente del 1956, quando una corriera che transitava nella zona dell’attuale ponte di corde scivolò sotto strada causando alcuni morti. La grande domanda di sangue per salvare i numerosi passeggeri feriti diede infatti il là alla nascita della sezione dell’Avis di Schio.
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