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Ala, nei palazzi barocchi
resiste ancora il Natale

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Via al «Natale nei palazzi barocchi»: si rinnova l'appuntamento con un'edizione rivista dei mercatini artigianali e artistici ospitati da 5 anni nelle dimore storiche. Protagonista più di prima sarà la «città di velluto», i giardini, le sue strade e le sue piazze, da attraversare e osservare con calma, a partire dal 4 dicembre. Ciò che a quattro giorni dall'apertura è stato mostrato al pubblico, «un piccolo assaggio» spiega il Comune, è il manifesto ufficiale mentre «il programma completo sarà disponibile a breve».

Intanto, ad annunciare l'evento sabato sono state accese le prime luminarie installate nel capoluogo, luci che sono al centro dell'evento proposto fino al 6 gennaio (ore 16-21).

Che la maggiore manifestazione organizzata ad Ala dopo la «Città di velluto» fosse allestita, a dire il vero, si sapeva da tempo. A giugno infatti era stato rinnovato il contratto con l'associazione a cui è affidata la direzione artistica, la progettazione e l'organizzazione del Natale nei palazzi barocchi: il Coordinamento teatrale trentino. Il periodo era ben diverso, la zona era «covid free» ma durante l'estate Ala era stata fra le poche città ad aver proposto un grande evento pubblico, fortemente voluto dall'amministrazione, come la «Città di velluto». Dimostrata l'efficacia delle misure anti-Covid, è oggettivo che adesso servirà più attenzione, dato che a novembre i dati sui contagi sono di gran lunga peggiori di allora.

La soluzione indicata dal Coordinamento teatrale trentino è di realizzare un'edizione straordinaria, diversa nella forma e nel concetto, pur con un minor budget. Il motivo del Natale 2020 saranno «Le cento stanze da scoprire. Ala in mostra», un titolo che persegue l'indirizzo dato a luglio, quello di fare del centro una sorta di museo interattivo.

L'itinerario fra i palazzi storici sarà guidato da giochi e percorsi di luce, col ritorno del lungo led rosso steso fra le vie a ricordare un filo di seta. Ci saranno esposizioni di presepi barocchi (collezioni Mammato e Cantamessi) e diverse mostre: la collezione di sculture africane di Ottone Veronesi, i dipinti di Amina Pedrinolla e Roberta Cavallari, le composizioni natalizie di Lego a cura dell'associazione Dolomites Bricks, e ancora modellini di treni d'epoca e fotografie invernali di Ala e dintorni ritratte da NaturAla. Ogni installazione sarà visibile esclusivamente dall'esterno dei palazzi attraverso finestre e vetrate illuminate. Altra novità saranno i presepi e le creazioni natalizie realizzate dagli abitanti a decoro delle strade. L'aiuto di tutti servirà allo scopo di sempre: «La promozione culturale, turistica e sociale» del centro.

«Il Natale nei palazzi barocchi è concepito per mantenere vivo il senso della tradizionale manifestazione, che si adatta però alle regole imposte in tema di sicurezza sanitaria, puntando ad offrire proposte alternative per un evento unico che si coniuga con l'immaginario barocco di Ala, la sua riconoscibilità e l'identità, nelle diverse declinazioni di stile tra architettura, storia e tradizioni. - spiega la giunta comunale - Il progetto è finalizzato alla valorizzazione del centro storico cittadino e alla diffusione della conoscenza delle specificità culturali, storiche ed architettoniche, nonché al rilancio turistico di Ala e del suo territorio».
Per quanto riguarda il budget, la somma liquidata a novembre (30mila euro) copre il 30% dell'importo di spesa impegnata, gli altri due terzi (circa) saranno impegnati all'approvazione del programma e a manifestazione conclusa. Il Comune, «stante l'incertezza derivante dall'epidemia Covid-19», ha variato la procedura di liquidazione, che potrà «subire adattamenti in ragione dell'evolversi della situazione di emergenza sanitaria».

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