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Trasporti, la Martinelli

va all'asta per la crisi,

8 milioni di euro

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Da tempo è stato suonato il Requiem per la storica ditta di autotrasporti Martinelli. La «Mt trasporti», costola nata dall’impresa dei fratelli alensi nel tentativo di salvare il salvabile, è finita in rovina nel febbraio 2017. E nell’aprile successivo il tribunale ha chiesto il fallimento della casa madre, fino a quel momento coperta da concordato. Quel via vai di merci e camion, dunque, è sparito per sempre dalla «cartolina» alense con la speranza, ovviamente, che lo spazio lungo la statale del Brennero a Marani possa essere riempito da una nuova attività industriale.
Il 21 ottobre ci sarà una vendita all’incanto e le cifre sono pesanti: 8 milioni 50 mila euro. Per carità, lo «sconto» rispetto al primo pezzo dell’asta è notevole visto che il compendio era battuto addirittura a 13 milioni di euro. Soldoni, si dirà, ma in cambio ci si poteva appropriare di un’area che ha fatto la storia economica del Basso Trentino. Perché la Martinelli è stata a lungo una delle realtà più importanti - sia dal punto di vista occupazionale che di fatturato - del mondo dell’autotrasporto prima che la crisi falcidiasse il settore.
La partita in tribunale, come detto, è di quelle importanti: poco più di 8. Sempre tanti ma appetibili per un imprenditore che vuole investire in un uno dei luoghi strategici della Vallagarina. Parte dell’area è indisponibile, perché all’epoca su quel comparto era stato acceso il leaseback della Provincia. Resta un’altra parte, per altro gravata da ipoteche pesanti (su tutte istituti di credito ed Equitalia): si tratta di due capannoni, una palazzina uffici e un magazzino, messi all’asta in un unico lotto. Assieme ai terreni agricoli attigui. È ovvio che l’obiettivo dei curatori fallimentari Raffaella Prezzi e Saudo Maistri sarà quello di capitalizzare il più possibile, per coprire al meglio l’esposizione debitoria nei confronti dei creditori. Ma evidentemente la speranza per il territorio è che prima o poi quel sito torni protagonista di un’impresa industriale capace di portare nuova occupazione in Bassa Vallagarina. La fine della Martinelli Trasporti, d’altro canto, è una ferita ancora aperta. Soprattutto per come è arrivata. Le difficoltà economiche dovute alla crisi e al crollo del settore sono infatti andate di pari passo a proteste importanti da parte dei lavoratori e da altrettanto serie contromisure per sedarle. Anche per questo chiudere quella pagina riaprendone un’altra aiuterebbe a passare oltre.
Al di là dell’epilogo per certi versi drammatico, la Martinelli fino ad allora era un’impresa solida, capace di avere a libro paga 120 dipendenti. Con la contrazione del mercato partita nel 2008 i titolari hanno provato a reggere l’urto ma nell’autunno 2013 il settore merci è crollato e i nodi sono venuti al pettine portandosi appresso la cassa integrazione. Per sopravvivere, mentre la Martinelli Trasporti veniva ammessa alla procedura di concordato, si è cercato di resuscitare l’attività attraverso la «Mt», che ha dato un orizzonte a 66 dei licenziati. Ma è durata troppo poco. Tutti a casa, dunque, e beni immobili all’asta portandosi via una storia industriale nata negli anni Ottanta.

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