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È in Vallalagarina la migliore
gelataia emergente

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Il miglior gelatiere emergente d’Italia è una giovane roveretana. Si chiama Martina Francesconi. Ha 34 anni. E con la sua “Gelatina”, una gelateria-libreria nel cuore di Genova, si è aggiudicata lo speciale titolo che il Gambero Rosso, la bibbia dell’enogastronomia del nostro Paese, consegna ogni anno ai grandi maestri del sottozero.

Nei giorni scorsi, durante la quarantunesima edizione di Sigep a Rimini, la fiera internazionale dedicata alla gelateria artigianale, al mondo della pasticceria e a quello del caffè, la giovane trentina - un’assoluta new entry della prestigiosa guida - è salita sul palco, ritirando emozionata il premio 2020. La motivazione: «Il suo approccio illuminato ha saputo coniugare le sue grandi passioni tra cui gastronomia, arte e design, in un luogo in cui si può anche leggere e partecipare a mostre ed eventi. Ma i veri protagonisti - scrivono i critici del buon gusto - restano i suoi gelati, frutto di uno sguardo attento alle materie prime e di ricette che sanno rispettarle e valorizzarle».

Una passione, quella per il gelato, ma soprattutto un know-how, che Martina ha ereditato dalla famiglia paterna: suo nonno Virgilio e poi papà, Fabio Francesconi, sono stati dei pionieri del gelato artigianale in Trentino. Con la loro azienda, la Frigonord, hanno perfezionato e messo in commercio attrezzature e frigoriferi d’ultima generazione non solo in tutt’Italia, ma anche in Austria e Germania. «Hanno sempre avuto a che fare con i più grandi maestri gelatieri», racconta Martina, raccogliendo il testimone. A Genova, dopo svariati corsi ed esperienze professionali, ha trovato la sua nuova casa. E messo in piedi, nella centralissima via Garibaldi, un luogo che è molto più di una semplice gelateria. «Ho cercato di coniugare le mie più grandi ambizioni, quella per la pasticceria e quella per il design e l’editoria», precisa la giovane roveretana.

Con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale: «L’energia che usiamo è rinnovabile al 100%, siamo completamente plastic free e attenti, oltre che alla qualità delle materie prime, alla solidarietà: l’anno scorso, ad esempio, abbiamo ideato il gusto fior di basilico, acquistando l’ingrediente da un’azienda agricola rimasta isolata dal crollo del ponte Morandi», spiega Martina, che fa parte anche dell’associazione culturale «Gelatieri per il gelato».

«Dietro ad ogni gusto - aggiunge - c’è una storia, una ricerca, che raccontiamo con passione ai nostri clienti: da noi sono banditi lavorati e semilavorati industriali». In inverno, poi, si possono trovare anche biscotti e torte rigorosamente artigianali. Tra cui, e qui l’anima trentina riaffiora, ricette trentine come strudel e zelten. «Sono davvero orgogliosa di questo premio - sorride la titolare - Perché tra le motivazioni della vittoria, oltre al buon gelato, si menziona la gentilezza al banco e questo significa che la sinergia con tutte le mie collaboratrici, aldilà delle capacità tecniche, funziona davvero: il sorriso e il gelato devono andare a braccetto, questo è alla base del nostro lavoro». Una brigata tutta al femminile e under 35, quella capitanata da Martina, che guarda anche all’inclusione sociale: «Del nostro staff fanno parte una ragazza nigeriana, arrivata in Italia come richiedente asilo, e una con la sindrome di down: un vero valore aggiunto».

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