TRENTO. I nuovi sensi unici hanno davvero ridotto traffico, code, emissioni e pericoli oppure hanno trasferito questi problemi verso altre strade del quartiere come segnalano quotidianamente i residenti?

Lo chiede il Comitato residenti/lavoratori e lavoratrici Clarina replicando al Sindaco che aveva risposto alla petizione popolare "Zona 30 Clarina - Richiesta di misure correttive", sottoscritta da 630 cittadini/e del quartiere. Risposta che non è stata ritenuta esaustiva e soddisfacente.

«La risposta comunale ripete gli obiettivi generali della Zona 30 - sicurezza, vivibilità, mobilità sostenibile e riduzione del traffico di attraversamento - ma non dimostra, con dati comparativi, che l'attuale configurazione li abbia realmente raggiunti», spiega il Comitato.

I residenti fanno presente che il Comune non presenta un confronto organico tra la situazione precedente e quella attuale. Non indica in modo chiaro tempi di percorrenza, durata delle code, emissioni, chilometri aggiuntivi imposti ai residenti, redistribuzione dei flussi nelle vie circostanti e incidenza dei mezzi pesanti. In sostanza, la risposta non dimostrerebbe che il progetto funzioni.

I firmatari ricordano di non hanno chiesto di eliminare il limite dei 30 km/h né di mettere in secondo piano la sicurezza di pedoni e ciclisti. Ribadiscono di aver chiesto correttivi concreti: ripristino del doppio senso in via Anna Frank, revisione del senso unico di via Einaudi, migliore accessibilità a via Gramsci e ai servizi territoriali, riduzione dei percorsi obbligati, un percorso pedonale protetto (simulato) nel tratto sud di via La Clarina e una circolazione lenta, ma razionale e fluida.

«I punti sostanziali non sono stati accolti: i sensi unici vengono confermati, il percorso pedonale di via La Clarina è rinviato e le misure ciclabili richieste in via Anna Frank non sono previste. Sono inoltre previsti nuovi stalli paralleli sul lato nord di via Anna Frank, la cui compatibilità con la sicurezza, la visibilità e le manovre dei veicoli deve essere specificatamente verificata» - sottolinea il Comitato.

Il comitato lamenta inoltre la mancanza di un reale confronto. «Ci hanno convocati, ci hanno ascoltati e hanno preso appunti. Poi hanno continuato esattamente come avevano già deciso prima. Questa non è partecipazione della cittadinanza, bensì una consultazione sterile», viene evidenziato.

Il Comitato ricorda un po' di numeri e incontri: «I primi hanno registrato una presenza limitata (mediamente 30/35 persone) e una parte rilevante dei presenti era composta da tecnici, collaboratori e soggetti politici coinvolti nella presentazione del progetto. La partecipazione effettiva è iniziata dopo la posa delle opere, quando i residenti hanno potuto verificarne concretamente le conseguenze.

L'assemblea pubblica del 30 ottobre 2025, con la sala gremita (più di 200 cittadini/e), ha rappresentato il primo vero confronto sul progetto realizzato. Quella sera il confronto è stato partecipato e intenso, come riportato dai giornali: cittadini e cittadine hanno segnalato con forza le criticità riscontrate e hanno avanzato richieste precise».

Successivamente anche la Commissione urbanistica Oltrefersina ha espresso a larga maggioranza dubbi sull'attuale assetto e formulato richiesta di correttivi. «Purtroppo l'impostazione iniziale è rimasta invariata, solo qualche correzione marginale».

E ora? I residenti chiedono di sapere se l'incarico all'architetto Dondé è concluso e chi ora risponde dei cambiamenti. «Prima si cambia la viabilità, poi si ignorano le critiche e infine cambia chi segue il progetto. I referenti tecnici cambiano, i problemi restano e si acuiscono e le conseguenze continuano a ricadere sulle cittadine e sui cittadini di Trento sud», conclude la nota di protesta.