TRENTO. Via libera al «nuovo» ponte di Ravina. L’Agenzia provinciale per le opere pubbliche ha approvato, in linea tecnica, il progetto preliminare di rifacimento della struttura. La spesa complessiva è pari a 10,89 milioni di euro (di cui 7,97 per lavori). Il progetto è firmato dall’ingegner Paolo Nicolussi Paolaz del Servizio opere stradali e ferroviarie.

L’attuale ponte sul fiume Adige venne costruito nel 1963, tra la foce dell’Adigetto e quella del torrente Fersina, per collegare Ravina alla statale del Brennero e alla città.

C’è però un problema: con le sue pile e le spalle posizionate all’interno dell’alveo del fiume, rappresenta una barriera al naturale scorrimento delle acque.

Col nuovo ponte, l’obiettivo è migliorare la sezione idraulica del fiume nel tratto di Ravina. Dopo la demolizione di quello esistente, il nuovo ponte sarà infatti realizzato senza spalle e pile in alveo. Gli eventi meteo degli ultimi anni, anche con trasporto di materiale solido, hanno evidenziato la criticità della struttura.

Il nuovo ponte è stato progettato sulla base della quota che il fiume raggiunge con riferimento ad un tempo di 200 anni, con un franco idraulico che garantisce il deflusso di materiale in caso di piena. Saranno realizzati anche nuovi collegamenti ciclabili e ripensati gli accessi esistenti, per evitare gli attuali, pericolosi attraversamenti a raso.

Il «nuovo» ponte non risolve però i problemi dello sbocco del traffico sulla tangenziale, con il famoso «cavalcavia» di Ravina. La nuova viabilità dell’area di ingresso alla città (con l’abbattimento del pericoloso cavalcavia), infatti, è legata ai destini del NOT, il Nuovo Ospedale di Trento. Che dopo più di 10 anni di iter e vicende giudiziarie, è ancora ben aldilà di partire.