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TRENTO. Dopo l’investimento di una donna di 63 anni avvenuto lunedì mattina in via della Resistenza a Povo, si riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’arteria. Secondo le prime ricostruzioni affidate alla polizia locale, pare che la donna fosse appena scesa da un mezzo pubblico e nell'attraversare la strada è sbucata davanti alla vettura il cui conducente non è riuscito a frenare in tempo. La donna è stata soccorsa dal personale medico e sanitario giunto a Povo in ambulanza, dopodiché - rimasta sempre cosciente - è stata trasferita all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Sull'episodio interviene il consigliere comunale Daniele Demattè, esponente di Fratelli d'Italia. «Esprimo tutta la mia amarezza e la mia rabbia per quanto accaduto – afferma –. A quella donna va il mio pensiero più sincero e l’augurio di una pronta e completa guarigione. Ma insieme alla vicinanza umana sento il dovere di una presa di posizione politica chiara e netta: via della Resistenza non è una strada qualunque, è un collegamento vitale per residenti, famiglie, studenti e anziani, ed è da tempo una strada che presenta criticità evidenti legate all’elevata velocità dei veicoli».
Il consigliere sostiene di aver già segnalato la situazione nella scorsa consiliatura, chiedendo «interventi concreti e strutturali di messa in sicurezza». «Mi sono scontrato ancora una volta contro l’immobilismo dell’Amministrazione – prosegue – che troppo spesso si limita a sventolare il cartello dei 30 km/h come soluzione universale. I limiti scritti sulla carta, senza controlli e senza opere di moderazione del traffico capaci di modificare realmente i comportamenti di guida, non salvano vite».
Demattè annuncia di aver presentato una domanda di attualità per chiedere alla giunta e al sindaco «quali azioni concrete e definitive intendano mettere in campo». «Non servono promesse generiche né nuove dichiarazioni d’intenti – conclude –. Servono tempi certi, risorse stanziate e interventi efficaci. Non possiamo aspettare il prossimo incidente per tornare a parlarne: la sicurezza dei cittadini deve venire prima di ogni calcolo politico e di ogni inerzia amministrativa».


