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TRENTO. La vicenda dei lavori in via Cervara e dei disagi provocati alla linea 10 torna in Consiglio provinciale. Lucia Coppola, consigliera provinciale e regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, presenta una nuova interrogazione dopo la risposta ricevuta dall’assessore Mattia Gottardi alla precedente iniziativa. Una replica che Coppola definisce «elusiva, formale e del tutto insoddisfacente», perché attribuisce al Comune la competenza sulla viabilità urbana e limita il ruolo di Trentino Trasporti alla verifica della transitabilità dei mezzi e all'adeguamento degli orari.
Secondo la consigliera, però, la Provincia non può considerarsi estranea alla vicenda, anche alla luce del rapporto con Trentino Trasporti. La società è infatti «in house» e partecipata dalla Provincia e dagli enti locali; documenti provinciali indicano inoltre una partecipazione della Pat pari all’80,04%. Coppola chiede quindi perché, prima dei lavori sui cordoli di via Cervara, non sia stata verificata insieme al Comune la compatibilità dell'intervento con gli autobus utilizzati sulla linea 10.
Al centro dell'interrogazione ci sono anche le caratteristiche del parco mezzi, con la richiesta di chiarire quanti autobus da 8 o 10 metri siano disponibili e se sia effettivamente impossibile impiegarli sulla linea. Ma soprattutto Coppola punta l'attenzione sulle conseguenze per Martignano e Montevaccino: studenti e lavoratori, sostiene, devono fare i conti con tempi di percorrenza più lunghi e con il rischio di perdere le coincidenze, comprese quelle ferroviarie. Per raggiungere Montevaccino da Trento, denuncia, in alcuni casi sarebbero necessarie fino a un'ora e mezza.
Da qui la richiesta di un tavolo urgente tra Provincia, Trentino Trasporti e Comune di Trento per trovare una soluzione che permetta di ripristinare in sicurezza il percorso originario della linea 10. «Non è sufficiente modificare gli orari sulla carta – sostiene Coppola – se il risultato concreto è rendere più difficile e meno affidabile il collegamento tra le frazioni, la città e la rete ferroviaria». La consigliera chiede infine alla Giunta se non consideri «eccessivamente riduttiva e non esaustiva» la risposta fornita alla sua precedente interrogazione.


