TRENTO. Anche per la Valdastico con l'uscita a Trento sud servirà l'approvazione di una legge da parte del consiglio provinciale per introdurre la previsione del nuovo tracciato, come variante al Pup. E dunque l'iter per arrivare al via libera a una nuova autostrada, controversa ormai da 60 anni, rischia di essere ancora lungo e accidentato. A fine ottobre, in occasione della assemblea di Confindustria Trento, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha cambiato strategia sulla Valdastico, annunciando la rinuncia all'uscita della nuova autostrada a Rovereto sud, vista l'impossibilità di ottenere la necessaria variante al Pup a causa dell'ostruzionismo duro delle minoranze in consiglio provinciale.

Era del resto dal gennaio 2021, quando la sua prima Giunta aveva approvato il Documento preliminare per l'adozione della variante al Pup, che stava provando a portarla a casa e dopo quattro anni di muro, da parte dei territori della Vallagarina e delle minoranze in consiglio provinciale, ha preso atto che non valeva più la pena di continuare a sbatterci la testa senza risultato. Ha iniziato dunque a parlare di uscita a Trento sud, in particolare nell'area sotto l'Acquaviva, per non interferire con il cantiere del bypass ferroviario e la Music Arena, sostenendo che «non è la soluzione ottimale, ma ci permette di realizzare l'opera», aggiungendo che questo era il tracciato previsto dalla giunta di centrosinistra di Ugo Rossi, come dire che sarebbe sorprendente che anche su questo sbocco ci fossero contrarietà così nette. Rispetto all'ipotesi di Rossi, però, Fugatti esclude il passaggio dalla Valsugana.

E non è una differenza da poco. Nel 2016, infatti, il Comitato Paritetico (Stato, Regione Veneto, Provincia di Trento), ha definito un «Documento conclusivo», individuando lo scenario di comune interesse «nel corridoio d'interconnessione infrastrutturale tra la Valle dell'Astico, la Valsugana e la Valle dell'Adige, che in territorio trentino si contestualizza anche come un collegamento tra viabilità ordinarie», ovvero con una superstrada e non con un'autostrada, tra la statale della Valsugana e quella del Brennero. Ora, il Pup prevede il corridoio Est e quindi c'è la compatibilità con l'eventuale sbocco a Trento sud, ma le Norme di attuazione del Pup specificano che: «Per i nuovi collegamenti, da realizzare nell'ambito dei corridoi infrastrutturali di accesso, che richiedono l'intesa tra la Provincia, lo Stato e altri enti territoriali», ovvero il Veneto nel caso della Valdastico, «l'assenso della Provincia è prestato previa Valutazione strategica sull'ipotesi progettuale di massima».

E si specifica che «l'intesa è ratificata con legge provinciale che ha effetto di variante alle previsioni del Pup». Il capogruppo del Pd in consiglio provinciale, Alessio Manica, da sempre contrario alla Valdastico avverte fin d'ora che: «Useremo tutti gli strumenti regolamentari per fermarla».Ora, siamo nella fase della volontà politica annunciata dai leghisti Fugatti (Trentino) e Alberto Stefani (Veneto) di arrivare con il ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini a questa intesa su un nuovo tracciato con uscita a Trento sud, che l'autostrada A4 Brescia-Padova sarà chiamata a progettare. Lo stesso Fugatti ha detto che il progetto si avrà «entro la fine della legislatura», che vuol dire il 2028. Poi, si ricomincerà l'iter legislativo. Insomma, la «svolta» di Fugatti più che un'accelerazione verso la realizzazione dell'opera rischia di essere un ritorno al punto di partenza.