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TRENTO. Le polemiche sull’utilizzo a fini privati degli spazi di palazzo Festi, sede del Teatro Sociale di Trento, approdano in Consiglio provinciale di Trento. La consigliera del Partito Democratico del Trentino Lucia Maestri ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per chiarire procedure, costi e trasparenza legati alla concessione degli ambienti gestiti dal Centro Servizi culturali “S. Chiara”.
L’atto prende spunto dalla concomitanza, avvenuta il 29 gennaio, tra un appuntamento conviviale privato e il concerto “Ice Cello” con Giovanni Sollima e l’Orchestra Haydn. Pur richiamando l’inopportunità della sovrapposizione tra momento pubblico e iniziativa privata, l’interrogazione mira soprattutto a fare luce sui meccanismi di prenotazione e sugli oneri previsti per l’uso degli spazi ai piani superiori di palazzo Festi.
In particolare, Lucia Maestri chiede di conoscere quali procedure debba seguire un soggetto privato per ottenere l’utilizzo degli ambienti e quali siano i costi generali d’affitto correlati. Viene inoltre domandato quante richieste a fini privati siano pervenute al Centro “S. Chiara” negli ultimi due anni, quante siano state accolte o respinte e quali ricavi abbiano generato per il bilancio dell’ente.
Infine, l’interrogazione sollecita chiarimenti sulla documentazione presentata per l’uso privato del 29 gennaio e sulle modalità con cui sarebbe stata gestita la sovrapposizione con un utilizzo già previsto in base ad accordi in essere. L’obiettivo dichiarato è sgomberare il campo da equivoci e garantire regole chiare e uniformi nell’impiego di spazi pubblici di rilevanza culturale.


