TRENTO. Era il 2 gennaio, proprio come ieri. Settantasette anni fa, nel 1949, la corriera di linea che nel tardo pomeriggio stava riportando a Trento dal Bondone sciatori, residenti e lavoratori, sbandò e uscì di strada tra Candriai e Sardagna, all’altezza della
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I
morti furono otto, i feriti ventuno e anche ieri familiari e bondoneri hanno ricordato quella che resta una delle più gravi tragedie della strada del Trentino. In mattinata, accompagnata dall’assessore comunale Alberto Pedrotti, una delegazione composta tra gli altri da Lino Nicolussi, Italo Leveghi, Nicla d’Aquilio e Piergiorgio Berloffa ha deposto una corona all’altezza di quella che da allora è riconosciuta come la curva della morte.
Erano le 17:15 del 2 gennaio 1949 quando l’autista della corriera, poco sotto Candriai, perse il controllo del mezzo a causa del nevischio presente sulla strada. La corriera si ribaltò, finendo nel bosco sottostante alla strada e rotolando per svariate decine di metri.
Un incidente spaventoso, il rumore di lamiere e vetri in pezzi che si mischia alle grida di disperazione di coloro che fino a qualche secondo prima ridevano e scherzavano spensierati. Per Livio Brentari, Edoardo Calandara, Mario Calderari, Federico Dispinzeri, Giuseppe Dossi, Gianpiero Passerini, Guglielmo Perghem e Rodolfo Santuari non ci fu nulla da fare. Nel 2027, in occasione del prossimo anniversario della tragedia, la delegazione troverà all’altezza dell’uscita di strada una targa commemorativa, che l’assessore Pedrotti ha annunciato verrà realizzata e posata nelle prossime settimane sul ciglio della carreggiata, in modo che il ricordo di vittime e feriti possa perpetuarsi.