TRENTO. L'auto era ferma in tangenziale e le due persone all'esterno del veicolo sembravano in difficoltà. «Abbiamo finito la benzina» hanno detto alla famiglia trentina che si è fermata per dare una mano. Ma era tutta una messinscena, con l'obiettivo di spillare denaro: il serbatoio non era vuoto, così come non erano vuote le tasche dei due soggetti stranieri che hanno architettato il raggiro e che sono stati trovati in possesso di svariati falsi gioielli. Sono stati entrambi denunciati per tentata truffa e, notificato loro il foglio di via, non potranno più tornare in città.

Attenzione alla «tecnica».
Le forze dell'ordine la chiamano "truffa dell'anello d'oro" e in Veneto e in Lombardia è da un paio d'anni che si registrano allarmi simili. I truffatori, che agiscono spesso in coppia, recitano sempre lo stesso copione: si mettono lungo una strada trafficata e aspettano che qualcuno accosti. Raccontano che l'auto è rimasta senza carburante e, una volta agganciato il malcapitato, chiedono denaro dapprima in maniera poco esplicita poi alzando i toni. Ad insospettire la famiglia trentina che si era fermata in tangenziale per prestare soccorso è stata proprio l'aggressività dei due stranieri.

Raggiro in tangenziale.
La chiamata di emergenza è arrivata al numero unico di emergenza "112" in tarda mattinata: al telefono una donna che ha raccontato di essersi fermata, assieme ai suoi familiari, per aiutare degli sconosciuti rimasti senza benzina e che questi non hanno voluto essere accompagnati al distributore più vicino, ma pretendevano soldi, offrendo in cambio un anello e altri oggetti che sembravano d'oro. «Al rifiuto della famiglia di procedere allo scambio, i due soggetti hanno continuato ad insistere, con toni via via sempre più intimidatori e minacciosi, sino all'intervento delle volanti» spiega la polizia.

Denuncia e foglio di via.
I due stranieri sono stati quindi portati in questura per l'identificazione e denunciati per tentata truffa in concorso. Uno di loro ha già avuto guai con la giustizia per reati contro il patrimonio. È stato scoperto che i monili mostrati alla famiglia trentina erano non d'oro, ma falsi e quindi di pochissimo valore. Nei confronti della coppia il questore ha disposto l'immediata predisposizione e notifica della misura di prevenzione del foglio di via dal Comune di Trento.