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TRENTO. Le due frese per la realizzazione delle canne a Trento sud del bypass ferroviario potrebbero essere pronte per iniziare a scavare entro fine novembre.Ma la possibilità di cominciare i lavori è condizionata dall'approvazione del progetto esecutivo parte B che si trova nella fase conclusiva della verifica delle ottemperanze previste dalla Valutazione di impatto ambientale. Già sono stati forniti al ministero dell'ambiente molti dei pareri e in base alle verifiche ottenute potrebbe procedere all'approvazione del progetto entro fine anno e di conseguenza potrebbe iniziare lo scavo. Ma il condizionale è d'obbligo.Ieri, durante la visita aperta al pubblico al cantiere sud, curato dall'Osservatorio per la sicurezza ambientale e sul lavoro d'intesa con il Consorzio Tridentum e Rfi, per verificare l'andamento dei lavori, si è potuto constatare che le gru e i carri ponte che sono serviti per montare la fresa sulla canna pari sono stati smontati dalla canna pari e sono stati installati sulla canna dispari per il montaggio della seconda fresa.
A Nord sono in corso, invece, i lavori di cantierizzazione e si sta allestendo per partire prossimamente con i diaframmi. Sono stati fatti i piezometri per il monitoraggio delle acque di falda e lì si dovrà realizzare anche un complicato sistema idraulico per far passare l'acqua oltre il diaframma evitando l'effetto diga.
É da più di un anno che si lavora a Mattarello all'installazione delle frese e di volta in volta l'annuncio della loro attivazione per iniziare lo scavo degli oltre dieci chilometri di gallerie sotto la Marzola sembra scivolare in avanti col tempo. Questo spostamento, ora risulta chiaro, non è legato però a un ritardo in se delle operazioni di cantiere ma è la conseguenza dei tempi lunghissimi di approvazione del progetto esecutivo di parte B. Questo progetto non è ancora passato al vaglio delle verifiche e il ministero sta passando al vaglio anche le numerose osservazioni presentate tra gli altri da Appa e Inail. Osservazioni che vertono soprattutto sulle modalità di intervento nella parte nord, Scalo Filzi e zone inquinate, ma che riguarda anche la parte di scavo vera e propria che dunque non può procedere autonomamente. Da qui l'impossibilità di partire finalmente con lo scavo.


