TRENTO. Una richiesta che risale al 24 luglio 2023 e che da allora non è mai stata accolta. La presidente della sezione trentina d'Italia Nostra Manuela Baldracchi aveva inviato una lettera all'allora assessore alla cultura Mirko Bisesti e alla Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Provincia autonoma di Trento sollecitando un immediato intervento di restauro dell'affresco settecentesco sulla facciata dell'ex Osteria della Croce Bianca (complesso ex Questura, via San Marco 35) di proprietà della Provincia. «L'affresco - spiega Baldracchi - riportava l'immagine della Madonna dell'Aiuto che veglia sulla città di Trento. Era l'unico affresco sull'esterno di un edificio che mostrasse la città con la sua cinta muraria e le emergenze architettoniche del duomo, dei campanili e delle torri. Documento prezioso della nostra storia che però non è stato oggetto di cura e di interventi conservativi. La Provincia aveva provveduto ad apporre strisce di carta giapponese sui punti più degradati (che avrebbero dovuto proteggere la pellicola pittorica).

Ma ora le condizioni di conservazione sono gravissime, enormemente peggiorate dalla carta giapponese che è utile ed efficiente in caso di intervento temporaneo di stabilizzazione , ma dannosissima se lasciata in loco per molto tempo: infatti le strisce di carta ora si staccano portandosi dietro la superficie pittorica che dovevano proteggere». L'associazione Italia Nostra prosegue: «Rileviamo con sconcerto la grave mancanza di manutenzione del patrimonio storico-artistico, riprovevole in ogni caso, ma inaccettabile quando di proprietà pubblica e oltretutto collocata, in questo caso, su un edificio a due passi dalla sede della Soprintendenza per i beni culturali! A fronte di tale situazione chiediamo un intervento urgente della Provincia per assicurare la conservazione di ciò che rimane di un pezzo di storia della città. Proponiamo, inoltre, l'attivazione di un più ampio progetto che possa stimolare gli interventi di restauro delle facciate dipinte, da considerarsi come beni comuni in quanto compongono l'ambiente urbano e lo caratterizzano. Il primo passo potrebbe essere l'avvio di un'indagine sullo stato di salute di tali manufatti e la conseguente definizione di linee programmatiche per una campagna di restauri a partecipazione pubblica-privata».

C'era fiducia da parte di Italia Nostra, ma dopo tre anni la situazione non si è sbloccata e l'edificio continua a restare in pessime condizioni. A far tornare d'attualità la questione è stato il consiglio circoscrizionale Centro storico-Piedicastello che ha ribadito l'urgenza del restauro del complesso "Ex questura" e conseguentemente dell'affresco settecentesco esistente sulla facciata retrostante.Baldracchi fa emergere un altro retroscena dietro all'annosa vicenda: «La dirigenza della Soprintendenza ai beni e attività culturali di Trento il 7 febbraio 2026 comunicava di aver condotto una campagna di documentazione e di verifiche preliminari e l'intenzione di attendere il rifacimento del tetto dell'edificio prima di affrontare il restauro dell'affresco. A tale comunicazione abbiamo risposto con preoccupazione ritenendo che l'ulteriore differimento dell'intervento possa comportare anche la perdita totale del pregiato manufatto. Successivamente abbiamo richiesto un nuovo incontro, in cui non ci è stato confermato il grado di priorità di questo intervento rispetto a tanti altri appalti pubblici gestiti dall'Apac. Infine, abbiamo soltanto ottenuto l'accettazione della richiesta di sollecitare un suo inserimento nella lista dei prossimi lavori da mettere in esecuzione».