TRENTO. Ottantatré anni dopo, Trento ricorda il suo primo, drammatico incontro con la guerra dal cielo. Era il 2 settembre 1943 quando le bombe colpirono la città, lasciando una ferita particolarmente profonda alla Portela. Oggi quella tragedia è stata ricordata al cimitero monumentale.

Alla commemorazione, promossa dal Comune di Trento e dall’Associazione nazionale vittime civili della guerra, hanno partecipato il sindaco Franco Ianeselli e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini. Dopo la Messa è stata benedetta la corona d’alloro deposta davanti al monumento realizzato da fra’ Silvio Bottes.

Nel suo intervento Soini ha richiamato il valore della memoria, mettendolo in relazione con le guerre che ancora oggi provocano bombardamenti e vittime civili. Il presidente ha messo in guardia soprattutto dal rischio di assuefarsi alle immagini e alle notizie di violenza, ribadendo la necessità di rifiutare la forza come strumento per risolvere i conflitti.

Ricordare le vittime della Portela, ha sottolineato Soini, significa dunque fare in modo che quanto accaduto continui a parlare al presente e orienti le scelte future. Una responsabilità che riguarda l’intera comunità e che il presidente ha dichiarato di voler assumere anche personalmente nel proprio ruolo istituzionale.