TRENTO. Decine di banconote da 50 euro, false: le hanno trovate i poliziotti della squadra volante nel corso di una perquisizione. Il giovane che le deteneva assieme a quaranta grammi di hashish e a circa mille euro (veri), un 26enne italo-tunisino, è stato arrestato e, dopo l'udienza di davanti al giudice, liberato in attesa del processo.

Deve rispondere dei reati di detenzione di droga e di spendita di monete contraffatte. Lo stesso indagato ha ammesso di aver acquistato da un italiano gli euro falsi, tra l'altro fatti così bene - sia dal punto di vista della tipologia della carta utilizzata che come qualità di stampa - che avrebbero potuto trarre in inganno parecchi cittadini.

«È stupido spendere soldi per la droga. Per questo motivo io la compero con soldi falsi» ha spiegato nel corso dell'udienza, spiegando che il pacchetto da 1.000 euro contraffatti gli era costato 150 euro.

L'arresto è scattato in flagranza di reato venerdì pomeriggio. L'equipaggio della volante ha intercettato il 26enne in via Tommaso Gar, mentre stava confabulando con un'altra persona. I poliziotti, conoscendo i suoi trascorsi, si sono avvicinati per un controllo. A quel punto il 26enne ha tentato la fuga, ma è stato fermato un centinaio di metri dopo grazie anche all'intervento di un'altra macchina della questura.

Non gli è rimasto da fare altro che consegnare ciò che aveva addosso, ossia un paio di banconote false da 50 euro e un pacchetto pieno di hashish. Nel suo zaino c'era anche un bilancino di precisione. I poliziotti hanno deciso di effettuare una perquisizione nell'appartamento in cui vive assieme ai familiari, in città: nascoste nei vestiti c'erano altre banconote da 50 euro false che, sommate a quelle consegnate in precedenza dal soggetto, raggiungono la somma di 900 euro.

Come lui stesso ha raccontato, 100 euro li aveva già spesi nei giorni precedenti. Nell'abitazione sono stati trovati altri grammi di hashish, per un totale di 40 grammi, e circa 1.000 euro in tagli da dieci, venti, cinquanta euro - veri - ritenuti provento di spaccio e posti sotto sequestro. L'indagato ha spiegato da dove arrivava il denaro contraffatto e come era sua intenzione spenderlo per l'acquisto di hashish. «Il "fumo" è per me, mi fa rilassare» si è giustificato.

L'avvocato Giuliano Valer ha chiesto i termini a difesa e l'udienza è stata rinviata al prossimo luglio. Il giudice Luigi Lunardon, convalidato l'arresto, ha fissato la data in estate per dare modo all'indagato di riflettere sulla propria condotta: verrà poi valutato se avrà intrapreso «un percorso di vita più edificante». Da un controllo di routine, dunque, si è arrivati ad un duplice risultato: la polizia ha tolto dal mercato quaranta grammi di hashish e 18 pezzi contraffatti da 50 euro.