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TRENTO. «Il progetto del Polo Ospedaliero e Universitario del Trentino persegue una strategia di decarbonizzazione profonda, finalizzata al raggiungimento di elevatissimi standard di efficienza energetica, superiori ai requisiti minimi di legge. L'obiettivo primario è la configurazione del complesso come edificio a energia quasi zero (NZEB), con il target specifico di ridurre il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile di almeno il 20% rispetto ai limiti nazionali NZEB».
Inoltre, altro obiettivo, è rispettare il principio «non arrecare un danno significativo», ossia contribuire in modo sostanziale alla tutela dell'ecosistema, senza arrecare danno all'ambiente.
Gli obiettivi sono contenuti nello Studio preliminare ambientale depositato in questi giorni dalla cordata guidata dalla Ati Project incaricata della predisposizione del Progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo complesso ospedaliero previsto in via al Desert.
La documentazione è stata presentata all'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente per la verifica di assoggettabilità del progetto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale. Ora, entro il 5 agosto, i soggetti interessati potranno presentare eventuali osservazioni.
Ma cosa renderà il progetto innovativo dal punto di vista energetico e dell'impatto ambientale?
Innanzitutto la progettazione di facciate e coperture con elevata inerzia termica e trasmittanze ridotte (quantità di calore dispersa da un materiale o da una costruzione) per minimizzare le dispersioni invernali e il surriscaldamento estivo.
Il sistema di generazione del calore e del freddo è poi basato integralmente su sistemi a pompa di calore polivalenti, eliminando il ricorso a combustibili fossili per la climatizzazione.
Per la produzione di energia elettrica è prevista l'installazione di un esteso campo fotovoltaico. Si parla di oltre 5.700 pannelli.
Per quanto riguarda l'impianto di illuminazione dell'ospedale, questo è basato interamente su tecnologia Led ad alta efficienza che garantisce un'elevata qualità della luce e un significativo risparmio energetico.
Inoltre sono previsti tetti ventilati, superfici di colore chiaro e niente asfalto standard per far fronte alle isole di calore.
«Il progetto - si legge poi nel documento - integra strategie passive finalizzate alla riduzione dei consumi energetici e all'adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso l'ottimizzazione dell'orientamento degli edifici, il controllo dell'irraggiamento solare, l'impiego di schermature naturali mediante il sistema del verde e l'utilizzo di superfici esterne ad elevata riflettanza solare. Tali soluzioni contribuiscono alla mitigazione dell'effetto isola di calore urbana, al miglioramento del comfort termoigrometrico degli utenti e alla resilienza dell'opera rispetto agli scenari climatici futuri».
Dunque un edifico, anzi più edifici, visto che è previsto un corpo per le degenze (otto piani di cui uno interrato, accoglie le degenze non critiche e, al piano terra, le funzioni diurne), una piastra ospedaliera (sei piani), un edifico per le funzioni sanitarie non ospedaliere, e uno per l'amministrazione, che punta al risparmio energetico e ad un impatto ambientale ridotto.
Ma durante la costruzione, visto l'enorme lavoro necessario, non mancheranno disagi per residenti e non solo.
Durante i 6 anni di lavori ipotizzati, è prevista l'istallazione di 10 gru, la presenza di 10-20 mezzi nella fase di allestimento di cantiere per arrivare ad un massimo di 70-150 mezzi in quella impiantistica e di finiture (soprattutto furgoni tecnici).
In particolare nella fase di realizzazione della struttura e degli impianti sono stimati fino a 350 accessi di mezzi al giorno.
Ovviamente prima di iniziare i lavori di scavo è necessario, come già annunciato, la demolizione di alcuni edifici presenti.
Nel documento si parla della necessità di demolire gli edifici rimanenti della ex Caserma Chiesa-Pezzoli e Residenza Fersina, l'ex Magazzino Gadotti e relativi annessi e piazzali, alcuni edifici residenziali, il campo sportivo Trentinello e le strutture annesse.
Inoltre, si legge «particolare attenzione dovrà essere posta alla dismissione del distributore di benzina Esso lungo la strada statale».
Prima di iniziare i lavori è poi necessaria un'attività di bonifica.
«L'analisi storica ha indicato che la zona è stata soggetta a cadute di ordigni durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale».
La strategia di intervento prevede un'indagine superficiale e a seguire profonda fino a 7 metri di profondità.


