TRENTO. Da una parte la richiesta di risolvere un'annosa questione, quella cioè dell'ex Casino di tiro al bersaglio nei pressi di piazza Garibaldi. E di farlo in modo radicale, ovvero con un abbattimento dell'immobile da anni inutilizzato. Dall'altra, spingere ad un ragionamento sul tema della medicina territoriale, perché anche la circoscrizione Centro storico-Piedicastello possa avere un presidio così importante sulla propria zona di competenza. È stata proprio quest'ultima ad approvare due documenti, nel corso dell'ultimo consiglio circoscrizionale (presieduto da Andrea La Malfa) datato 9 giugno, rispettivamente con 11 favorevoli e un astenuto nel caso del tiro al bersaglio e invece all'unanimità (12 su 12) per la questione della medicina territoriale.

Partendo dall'edificio in piazza Garibaldi, la questione è semplice: ormai è vecchio, pericolante, sostanzialmente irrecuperabile secondo l'opinione della circoscrizione. In poche parole «risulta non abitabile e gravato da problemi strutturali, in caso di ristrutturazione risulterebbe più sicuro e meno gravoso economicamente ricostruirlo in seguito a un abbattimento, rappresenta un elemento di incuria dello spazio pubblico e non è soggetto a tutela storica».Tutte motivazioni per le quali la circoscrizione ha chiesto a sindaco e giunta di «procedere all'abbattimento dello stabile in questione, valutare l'uso dello spazio lasciato libero dall'edificio e dello spazio antistante come parcheggio a pagamento in attesa di individuare possibili futuri utilizzi dello spazio e dare un'opportuna illuminazione alla piazza e al passaggio pedonale verso le scale che vanno al sovrappasso della ferrovia».

La seconda questione invece ha riguardato il sopra citato tema della sanità territoriale. E su questo, la richiesta della circoscrizione è stata più articolata. Partendo dal presupposto che «in molte circoscrizioni della città edifici comunali e pubblici sono ceduti ai medici di medicina territoriale e che quella Centro storico-Piedicastello, nonostante sia la più numerosa in termini di popolazione, è attualmente scoperta da questo importante servizio», spiega il documento, ed inoltre considerato che la Casa della Comunità recentemente inaugurata a Trento nord rappresenta «l'unico punto per i servizi sanitari e socio-sanitari», l'obiettivo è quello di recuperare l'immobile in via Ambrosi 1, tra Cristo Re e San Martino, «di dimensioni rilevanti e di proprietà di Trentino Trasporti, che andrà presto in disuso» ed è «facilmente accessibile tramite trasporto pubblico e dispone di un parcheggio».

La richiesta generale al Comune (che implica anche il coordinamento con altri soggetti) non è solo quella di «valutare nel nuovo piano per i trasporti la necessità di un migliore collegamento con via Unterveger 52 per favorire l'utenza della Casa della Comunità», ma anche di «aprire una interlocuzione con Trentino Trasporti volta a capire i progetti sull'immobile di via Ambrosi e la possibilità di adibirlo per la medicina territoriale e di base».