TRENTO. Una testimonianza diretta di uno dei capitoli più drammatici della Seconda guerra mondiale entra nel patrimonio del Museo Nazionale Storico degli Alpini di Trento. È il diario del colonnello Giuseppe Adami, che racconta la ritirata delle truppe italiane dal fronte russo nel gennaio 1943. Il documento è stato donato in occasione della cerimonia per l’anniversario dell’ingresso delle truppe italiane a Trento, svoltasi martedì 3 novembre 2026 alla Fossa dei Martiri del Castello del Buonconsiglio.

A consegnare il diario, intitolato «Relazione sul ripiegamento della linea del Don» e relativo al periodo compreso tra il 15 e il 31 gennaio 1943, è stato il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. A riceverlo il comandante delle Truppe Alpine, generale di divisione Alberto Vezzoli. Alla cerimonia hanno partecipato anche l’assessora provinciale Giulia Zanotelli e numerose autorità civili e militari.

Il documento ripercorre le vicende vissute dal 5° Reggimento Alpini della Divisione Tridentina, comandato da Giuseppe Adami durante la campagna di Russia. Dopo aver assunto il comando a Bari e aver guidato il reparto nei successivi trasferimenti in Val Sesia e Val Susa, l’ufficiale raggiunse il fronte orientale. Nel gennaio 1943 condusse i battaglioni Morbegno, Tirano ed Edolo attraverso il drammatico ripiegamento dell’Armata italiana in Russia, partecipando alla battaglia di Nikolajewka.

Le dimensioni della tragedia emergono anche dall’ordine del giorno firmato da Adami il 31 marzo 1943, dopo il rientro dalla campagna. Il bilancio del reggimento contava oltre 4.100 uomini tra caduti, feriti, congelati e dispersi. Numeri che restituiscono la portata delle perdite subite dagli Alpini durante la ritirata dal Don.

 

La donazione assume un significato particolare anche per il legame tra Adami e Trento. Dopo la guerra, raggiunto il grado di generale, l’ufficiale fu infatti promotore e presidente della Fondazione e del Museo Nazionale Storico degli Alpini, dedicando gli ultimi anni della propria vita alla conservazione della memoria dei caduti. Morì nel 1964.

Il diario viene quindi custodito proprio nell’istituzione che il suo autore contribuì a fondare. Una testimonianza di grande valore storico e documentale, destinata ad arricchire il patrimonio del museo e a tramandare alle nuove generazioni il ricordo della campagna di Russia.

La consegna è avvenuta in apertura della commemorazione al Castello del Buonconsiglio. La cerimonia è poi proseguita con il tradizionale alzabandiera e la deposizione di una corona in memoria dei Caduti, nel ricordo dell’ingresso delle truppe italiane a Trento nel novembre 1918.