TRENTO. Il Comune ha chiesto alla Provincia la disponibilità del piazzale della stazione delle autocorriere: lo spazio si presterebbe ad una serie di funzioni – su tutte l'organizzazione di fiere o mercati – anche indipendentemente dall'uso della struttura.

«È uno spazio che ci interessa molto, anche perché ha l'accesso anche da piazza Da Vinci» spiega l'assessora all'Urbanistica Monica Baggia, che tirata per la giacchetta mette le mani avanti: «Pensiamo ad una serie di possibili funzioni, ma una cosa è certa: non sarà un parcheggio. Sarebbe una soluzione contraria a tutto quel che abbiamo fatto».

Palazzo Thun, insomma, si sta organizzando per quando quell'areale sarà liberato.
Le trattative con la Provincia sono appena partite, e l'esperienza dice che possono anche andare per le lunghe (si pensi all'ex Atesina). Ma il dossier è ufficialmente sul tavolo.

La stazione delle corriere sarà occupata dagli autobus di Trentino Trasporti ancora per mesi: i lavori all'ex Sit, il nuovo hub intermodale che ospiterà – oltre a un parcheggio e alla stazione della funivia per il Bondone – anche la nuova stazione delle autocorriere, procedono piuttosto velocemente.

Dall'ultimo sopralluogo era emerso che i tempi stringenti del finanziamento nazionale sembrano essere rispettati: si calcolava di chiudere il cantiere entro fine anno e terminare la fase di collaudo entro la primavera 2026. Se è così, non passerà molto per far diventare operativo il trasloco della stazione.

Quindi si comincia a ragionare su quell'ampia struttura in piazza Dante, di proprietà della Provincia.
Dal punto di vista dell'amministrazione comunale, è chiaro che serve ragionare da diversi punti di vista: breve, medio e lungo periodo.
Nel lungo termine quell'area sarà al centro dei progetti urbanistici legati all'interramento della linea storica della ferrovia, quindi ha poco senso pensare a funzioni definitive.
Tuttavia, il Comune non vuole restare in attesa: il compromesso più ovvio sarà procedere a step successivi, partendo dal piazzale esterno della struttura.

«Abbiamo chiesto alla Provincia di avere la disponibilità dello spazio esterno con le pensiline, per segregare quell'area rispetto all'edificio viaggiatori» spiega l'assessora Baggia.
«L'edificio comporta più problemi, ospita anche uffici provinciali, ma il solo piazzale potrebbe essere immediatamente usato».
Tra l'altro, aggiunge, si potrebbe aprire un ingresso su piazza Leonardo da Vinci, rivitalizzando la zona e immaginando eventi, mercati e fiere temporanee.

«C'è una superficie coperta molto importante, davvero si presta a diverse attività. Potrebbe essere un luogo dove fare esperimenti in vista del futuro dell'ex Atesina. Ma prima di immaginare cosa fare, serve avere quello spazio a disposizione. Ecco perché abbiamo chiesto alla Provincia di metterlo a disposizione».

La trattativa è agli inizi, quindi i termini non sono chiari: se si parlerà di permuta o di comodato d'uso, tutto è da definire.
«Per noi è importante quell'area, per i collegamenti possibili: da tempo si dice che la chiesa di San Lorenzo è isolata, ci sarebbe spazio per ripensare quell'area, collegata all'hub intermodale dell'ex Sit».

L'unica cosa certa è che non diventerà un parcheggio. Lo ribadisce l'assessora Baggia, consapevole che ci saranno richieste in tal senso.
«No, non sarà mai un parcheggio. Sarebbe contro ogni iniziativa fatta fin qui».
L'approccio è chiaro: i parcheggi attirano traffico, mentre l'obiettivo è che le auto si fermino nelle aree di attestamento e la città viva limitando il traffico veicolare.