TRENTO. Si è presentato a casa di due anziani con la scusa di dover controllare denaro e oggetti preziosi, fingendosi un carabiniere in servizio. È così che un giovane è riuscito a farsi consegnare 380 euro in contanti, numerosi monili d'oro, comprese le fedi nuziali, e persino una pistola calibro 22. La truffa è stata però scoperta dai veri carabinieri, che hanno arrestato il sospettato a pochi metri dall'abitazione delle vittime, nella frazione di Mattarello.

L'operazione è stata condotta mercoledì 28 ottobre dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa della Compagnia di Rovereto, al termine di un'attività investigativa sviluppata attraverso servizi di osservazione, pedinamento e controllo del veicolo utilizzato dal giovane. I militari sono riusciti a intercettarlo e bloccarlo subito dopo il raggiro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due coniugi erano stati inizialmente contattati telefonicamente da alcuni complici che si erano spacciati per appartenenti all'Arma. Dopo averli allarmati, avevano annunciato la necessità di effettuare verifiche su denaro e preziosi custoditi nell'abitazione.

Poco dopo si è presentato alla porta il giovane, qualificandosi a sua volta come carabiniere. Approfittando della preoccupazione della coppia, ha sostenuto di dover controllare la provenienza dei beni per escludere eventuali irregolarità. Con questo pretesto si è fatto consegnare 380 euro, diversi gioielli d'oro, tra cui le fedi matrimoniali, e una pistola calibro 22 regolarmente detenuta dal proprietario.

Una volta ottenuto il bottino, il giovane si è rapidamente allontanato dall'abitazione, ma è stato fermato dai militari che stavano seguendo i suoi movimenti. La successiva perquisizione personale e del veicolo ha consentito di recuperare l'intera refurtiva, immediatamente restituita ai due anziani.

Il giovane è stato arrestato in flagranza perché gravemente indiziato di truffa aggravata in concorso, furto in abitazione e porto abusivo di arma comune da sparo. Su disposizione del magistrato di turno è stato trasferito alla Casa circondariale di Trento. Per l'indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

I Carabinieri ricordano che nessun appartenente alle forze dell'ordine chiede ai cittadini di consegnare a domicilio denaro, gioielli o armi per effettuare presunte verifiche. In presenza di richieste sospette, l'invito è a contattare immediatamente il 112, senza consegnare alcun bene.