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TRENTO. Si è svolta oggi nel centro cittadino la mobilitazione dedicata alla visibilità lesbica, con un corteo promosso da Arcigay del Trentino per riportare al centro il tema dei diritti e del riconoscimento. Presenti attiviste anche da fuori provincia.
L’iniziativa si è inserita simbolicamente nel giorno successivo al 25 aprile, richiamando il legame tra memoria della Liberazione e battaglie contemporanee per l’autodeterminazione. Secondo le organizzatrici, la partecipazione pubblica ha rappresentato una forma di continuità con i valori della Resistenza.
Il ritrovo si è tenuto in piazza Duomo nel primo pomeriggio, da cui è partito il corteo lungo le vie del centro storico. La manifestazione si è conclusa con uno spazio aperto agli interventi, pensato per dare voce diretta alle persone coinvolte e alle realtà associative presenti.
Al centro della mobilitazione la denuncia di una persistente invisibilità sociale che colpisce donne lesbiche, persone bisessuali, trans e queer. I promotori hanno parlato di una marginalizzazione ancora diffusa, sia nel dibattito pubblico sia nell’accesso ai diritti, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale e normativo.
Tra le richieste avanzate è emersa anche quella legata alla genitorialità, con l’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA) per le coppie di donne. Una rivendicazione indicata come centrale, insieme alla tutela piena dell’identità e alla possibilità di vivere apertamente senza discriminazioni.
Per gli organizzatori, la manifestazione ha voluto ribadire che la visibilità non è solo un gesto simbolico ma uno strumento concreto per affermare diritti e dignità, in un percorso che viene definito ancora incompiuto.


