TRENTO. Preparatissimi, verrebbe da pensare. O un test particolarmente facile, guardando i numeri da un altro punto di vista. Su 893 candidati, infatti, il 18% ha ricevuto un bel 30. E se aggiungiamo anche i 29, ovvero i test quasi perfetti, arriviamo al 25,5%. Tradotto in numeri, in 158 hanno ricevuto il punteggio massimo e altri 70, con il totale che sale quindi a 228, hanno preso un punteggio tra 29,25 e 29.

Questi 228 si sono quindi guadagnati l'accesso alla prova scritta "ufficiale" di selezione, mentre gli altri 665 candidati, anche quelli che hanno ricevuto voti altissimi, dovranno andare a caccia di altri posti di lavoro. Stiamo parlando del concorso provinciale che riguardava la figura professionale di funzionario amministrativo/organizzativo, categoria D, livello base, per la quale la Provincia mette a disposizione 10 assunzioni a tempo indeterminato.

Durante l'estate ben 1.465 persone, con laurea almeno triennale, hanno presentato domanda. Poi, giovedì 3 settembre, in 893 si sono effettivamente presentati. E nelle scorse ore sono usciti gli esiti della prova preselettiva, utile per "scremare" i candidati, che era organizzata con 30 quesiti psico-attitudinali, situazionali e logici, da affrontare in 45 minuti.

Al PalaTrento il test avrebbe permesso l'ingresso ai primi 200 classifica, oltre agli eventuali candidati a pari merito con il duecentesimo. E siccome proprio il duecentesimo ha preso 29, ecco che i 200 ammessi sono diventati 228. Ma a superare il test sono stati moltissimi, sostanzialmente tutti: 883 su 893 (il 98,8%) hanno preso un voto sufficiente, uguale o superiore a 18. Solo 10 le insufficienze, ovvero test "non superato".

A commentare i dati, per un certo verso sorprendenti, è il segretario della funzione pubblica Cisl Beppe Pallanch: «Il nostro auspicio per la conclusione del concorso è che poi si scorra tutta la graduatoria, non solo i 228, perché abbiamo bisogno come il pane di questi giovani nella pubblica amministrazione».

Sui voti al top, ovviamente, è umano che qualche domanda e perplessità affiori. Ma trattandosi di un concorso pubblico è ovvio che tutto si è svolto in maniera regolare. Anche se resterà, immaginiamo, la grande amarezza per chi, pur con un voto altissimo, non è stato ammesso e dovrà rinunciare al sogno di un lavoro in Provincia.