TRENTO. Vent’anni e più di attività contro lo spreco alimentare e a sostegno delle persone in difficoltà. Trentino Solidale compie 25 anni e oggi rappresenta una delle realtà più strutturate del Terzo settore trentino, con una rete che si è estesa progressivamente fino a coprire l’intero territorio provinciale.

A fare il punto sull’attività dell’associazione è stata la visita istituzionale dell’assessore provinciale alle politiche sociali Mario Tonina, accolto nella sede di Trento dal presidente Giorgio Casagranda e da alcuni volontari del consiglio direttivo. Un’occasione per conoscere più da vicino un’attività che mette insieme recupero delle eccedenze alimentari, volontariato e sostegno alle famiglie.

«Il contrasto alla povertà e alle diverse forme di fragilità richiede una responsabilità condivisa e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e Terzo Settore», ha sottolineato Tonina, definendo Trentino Solidale una realtà che contribuisce alla coesione della comunità trentina.

L’associazione è nata nel 2001 a Rovereto con finalità di solidarietà e assistenza. Negli anni ha trasferito la propria sede a Trento e ampliato progressivamente le proprie attività, arrivando oggi a operare non soltanto sul territorio provinciale, ma anche all’estero.

Il cuore dell’attività resta il recupero delle eccedenze alimentari. Trentino Solidale raccoglie prodotti prossimi alla scadenza, con confezioni danneggiate o comunque non più commerciabili, li seleziona e li distribuisce a persone e famiglie in difficoltà, oltre che a enti che lavorano con le categorie più fragili.

La rete conta oggi oltre 330 punti di raccolta, tra supermercati, negozi, panifici, mercati e produttori locali, e 30 centri di distribuzione. Complessivamente vengono raccolti in media 80 quintali di alimenti.

I numeri del volontariato restituiscono la dimensione dell’attività. Sono oltre 922 i volontari impegnati nell’associazione e nel solo 2025 hanno messo a disposizione della comunità trentina 190.908 ore. Le famiglie sostenute sono circa 2.500, un numero indicato in crescita, mentre sono una quarantina le organizzazioni che beneficiano dell’aiuto di Trentino Solidale.

C’è poi il lavoro quotidiano legato alla logistica: i volontari percorrono complessivamente quasi mezzo milione di chilometri per garantire la distribuzione degli alimenti. Il valore complessivo dei prodotti raccolti e donati ha invece superato i quattro milioni di euro.

Negli anni, però, le attività dell’associazione si sono ampliate oltre la distribuzione alimentare. Tra i progetti figurano iniziative per il reinserimento sociale, attività di pubblica utilità svolte anche in alternativa a sanzioni o nell’ambito di misure penali, oltre a percorsi di sensibilizzazione sullo spreco alimentare rivolti ai più giovani.

Particolare attenzione è dedicata anche al recupero dei materiali e al riuso, con un progetto per recuperare arredi domestici e destinarli a persone che ne hanno bisogno.

«È importante valorizzare questo lavoro quotidiano, che non si limita alla distribuzione di beni di prima necessità, ma promuove anche il riuso, la riduzione dello spreco e una cultura della solidarietà», ha aggiunto Tonina, sottolineando anche il ruolo delle attività di sensibilizzazione e formazione nelle scuole.

A 25 anni dalla nascita, Trentino Solidale si presenta quindi come una rete che mette in relazione volontari, attività commerciali, produttori, enti e famiglie, trasformando le eccedenze in una risorsa e intervenendo concretamente nelle situazioni di difficoltà economica e sociale.