TRENTO. Nell'omelia pronunciata questa mattina, 26 giugno, durante il solenne pontificale per la festa di San Vigilio, l'arcivescovo Lauro Tisi ha tracciato un quadro severo ma non privo di speranza sulla condizione dell'umanità contemporanea. "Il futuro immaginato come promessa e opportunità sembra non essere più la nostra esperienza", ha esordito il presule, individuando nell'allunaggio l'ultimo momento in cui l'umanità ha davvero assaporato il domani come "chance, forza e vita".


Secondo l'arcivescovo, alla radice della percezione del futuro come minaccia c'è "la cronica sfiducia nei confronti dell'umano", dove prevale l'interesse personale e l'altro diventa nemico anziché fratello. "L'umano emancipato da tutto e da tutti, anziché produrre libertà, genera sospetto, solitudine, angoscia e conflitto", ha denunciato Tisi, citando la Lettera agli Efesini: "Eravate senza Cristo, senza speranza, senza Dio".


Il vescovo ha poi lanciato una sfida diretta alla Chiesa diocesana: "Non abbiamo più tempo da perdere", ha dichiarato, invitando a lasciarsi guidare dalla "passione per il Vangelo e per Cristo" del patrono San Vigilio. Il rischio, ha avvertito, è quello di ridursi a "una ritualità senz'anima, dove la vita non vibra", tradendo così la chiamata ad essere "un solo uomo nuovo".


Tisi ha sottolineato come perdere il nome di Cristo non sarebbe solo un danno ecclesiale, ma per l'intero Trentino: "Il nostro territorio non ha nulla da perdere, ma solo da guadagnare dalla presenza di uomini e donne che vivono la vita 'altra' scaturita dal modo di vivere di Cristo". Con lui, ha spiegato l'arcivescovo, "l'umano non è più terreno di conflitto, ma di confronto che non teme le differenze", dove il perdono diventa "alternativa coraggiosa alla logica della ritorsione" e il servizio "condizione per conquistare la gioia".

 

La celebrazione si è conclusa con un richiamo alla "vita eterna che già germoglia nel presente", invito a riscoprire quella forza trasformativa che, secondo Tisi, il cristianesimo può ancora offrire alla società trentina.