PHOTO
TRENTO. Il prefetto Giuseppe Petronzi e il sindaco Franco Ianeselli hanno firmato a Palazzo Geremia il protocollo d'intesa tra Commissariato del Governo e Comune che disciplina l'attività degli "addetti ai servizi di controllo" nelle zone della movida di Trento, chiamati anche "street tutor". Tra i compiti degli "street tutor", che dovranno essere iscritti nell'apposito elenco questorile e il cui servizio è stato aggiudicato al Consorzio Trento Iniziative, ci sono "l'osservazione sommaria dei luoghi anche per verificare la presenza di eventuali sostanze illecite e oggetti proibiti", "l'adozione di iniziative per evitare che sia creato ostacolo all'accessibilità o alle vie di fuga", il "presidio degli ingressi" degli esercizi pubblici, "la regolamentazione dei flussi" e "il primo intervento per soccorrere cittadini in difficoltà".
È sempre escluso "l'uso della forza o di altri mezzi di coazione" e, in caso di situazioni potenzialmente pericolose, rimane l'obbligo di allertare le forze dell'ordine.
Ogni settimana, la Polizia locale di Trento individuerà gli esercizi pubblici di interesse per il servizio, che dovranno essere comunicati alla Questura. Il tema della "malamovida", ha spiegato il sindaco Ianeselli, "ora è un po' meno al centro della cronaca". Secondo il primo cittadino, l'aver istituito la figura di sindaca della notte - prima in capo a Giulia Casonato, ora alla vicesindaca Elisabetta Bozzarelli - "ha portato ad una deflazione delle lamentele e delle problematiche inerenti alle difficoltà della socialità notturna".
Il servizio, hanno ricordato Ianeselli e Petronzi, era stato attivato con una sperimentazione tra il 14 novembre e il 30 dicembre 2024. In quell'occasione erano stati impiegati quattro operatori in turni di sei ore, dalle 20 alle 2 di notte. In questa seconda fase, la Giunta comunale ha stanziato 20.000 euro per coprire 41 giornate.
Il prefetto Petronzi ha parlato della figura dello "street tutor" come di una risposta "commisurata al problema", per il quale "una visione securitaria non è adeguata". "In questi 13 mesi - ha ricordato - ci siamo trovati due volte al mese con il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, perché volevamo misurare la temperatura, per poter poi adeguare la risposta alla situazione. Talora, infatti, capita di cadere nell'equivoco di invocare risposte che non sono commisurate al problema". L'incontro per la firma del protocollo ha rappresentato anche un'occasione per salutare il prefetto Petronzi, che diventerà prefetto di Trieste, e al quale il sindaco ha consegnato un omaggio in ricordo della città di Trento.


