TRENTO. «Abbiamo segnalazioni di studenti costretti a dormire in macchina». Lo aveva ribadito il rappresentante della Consulta degli studenti Aronne Mattedi in commissione cultura, e lo confermano le stime di «Immobiliare.it Insight»: Trento non è una città a misura di universitario, per quanto riguarda l'affitto. E a raccontare la ricaduta dell'emergenza casa sugli studenti, un dato tra tutti: in sei anni i prezzi medi di una stanza singola si sono alzati di quasi il 40%. Tradotto: dai 327 euro del 2020 ai 454 del 2026. Una tendenza «italiana».

Il prezzo di una stanza singola è cresciuto in tutti i principali centri universitari. Tra i mega atenei (con oltre 40mila iscritti) la classifica in negativo è guidata da Bari che ha visto un incremento dell'affitto del 59%, passando dai 263 euro del 2020 ai 419 del 2026. A dominare sui prezzi però ancora Milano con un prezzo medio per stanza di 729 euro al mese, seguito da Roma (609 euro al mese). Stringendo il campo ai grandi atenei (tra 20mila e 40mila iscritti) l'incremento più importante si evidenzia invece a Cagliari con un +58% passando da 283 a 449 euro al mese in sei anni, seguito poco distante dalle città di Messina (+46%), Genova (+41%) e Catania (39%).

Una Trento «cara». Tra tutti i medi atenei (tra 10mila e 20mila iscritti) è Trento la città ad avere l'incremento più imponente per gli affitti negli ultimi sei anni. Nello specifico l'aumento ammonta al 39%, ossia dai 327 euro al mese per una stanza singola del 2020, ai 454 euro al mese del 2026. Un dato che racconta bene la tensione abitativa nella città tra una richiesta sempre più importante e la speculazione dei privati. Una sfida raccolta a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico anche dal rettore Flavio Deflorian con il richiamo alla necessità di un nuovo «piano edilizio» in grado di alleggerire l'impatto dei nuovi arrivi per motivi di studio nel capoluogo, anche a fronte dell'osmosi in corso tra l'Università e il mondo ospedaliero.

Uno sguardo ai prezzi. Per avere un'idea dell'aumento del prezzo degli affitti studenteschi nel capoluogo per una stanza singola o un posto in doppia è sufficiente visitare i principali portali immobiliari. Si contano ormai sulle dita di una mano infatti i posti sotto ai 250 euro (molti disponibili solo per pochi mesi) mentre si sono moltiplicati gli affitti tra 350 e i 500 euro al mese anche in periferia e con richieste sempre più stringenti tra cauzioni, genere e «niente animali». La stima è che in 12 mesi dall'ingresso solo tra anticipi, affitto e bollette il prezzo da «sborsare» per posto letto sia di almeno ottomila euro, un prezzo impensabile solo fino a qualche anno fa. Se nei prossimi anni non si sbloccherà qualcosa, a cominciare dallo «sfitto» (per cui l'assessora comunale alla casa Giulia Casonato ha promesso nuove misure con l'Imis), il rischio è presto detto: un'equità universitaria solo di facciata. Se hai i soldi puoi restare, altrimenti non venire. Il fallimento del diritto allo studio sulla pelle delle nuove generazioni.